L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo una nota del capogruppo in Consiglio regionale dell’Idv Carlo Costantini.
“Abbiamo da poco inglobato negli organici regionali centinaia di dipendenti degli enti regionali disciolti (arsa, aptr etc.). E ciò nonostante nessun atto di ridefinizione dei fabbisogni, di riorganizzazione della forza lavoro, di rimodulazione radicale delle piante organiche risulta adottato dalla Giunta e dal suo Presidente”.
“La conseguenza e’ una situazione di caos inimmaginabile, nella quale anche i dipendenti più volenterosi fanno fatica ad esprimere le loro potenzialità lavorative”.
“Un imprenditore privato non avrebbe dubbi. Prima una radicale riorganizzazione dell’azienda e solo dopo e solo se strettamente necessario, considerate le difficoltà finanziarie del momento, il ricorso ad altre assunzioni”.
“Ma la Regione Abruzzo, purtroppo, non è una azienda privata. E’ un carrozzone improduttivo con migliaia di dipendenti in parte sfaticati ed in parte impossibilitati a rendere adeguatamente le proprie prestazioni lavorative”.
“Destinato a restare tale chissà per quanto altro tempo ancora, se commissariale. A farlo nonostante questa operazione da sola costi ogni anno piu’ di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio Regionale (euro 940.000,00 circa). Occhio, quindi, agli sprechi e gli sperperi: che sono quelli generati da chi ruba, sono quelli tipici della cattiva politica, ma sono anche quelli prodotti da chi gestisce in questo modo le risorse pubbliche; anche se di questi se ne parla molto meno”.
“Chiodi continuerà a rinviarne i processi di riforma interni, caricandolo nel frattempo dei costi di altro personale. In assenza di uno studio sull’impatto generato dal trasferimento nell’organico regionale di oltre 500 lavoratori degli enti disciolti ed alla vigilia di un processo di riordino delle funzioni delle province che ragionevolmente porterà negli organici della Regione un altro migliaio di dipendenti, Chiodi si accinge, infatti, ad assumere 2 dirigenti, altri 14 funzionari ed altri 2 dirigenti nella sua struttura commissariale”.
“A farlo nonostante questa operazione da sola costi ogni anno più di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio Regionale (euro 940.000,00 circa). Occhio, quindi, agli sprechi e gli sperperi: che sono quelli generati da chi ruba, sono quelli tipici della cattiva politica, ma sono anche quelli prodotti da chi gestisce in questo modo le risorse pubbliche; anche se di questi se ne parla molto meno”.






