LONDRA – “Bicchiere mezzo pieno, anche sopra le aspettative, con una medaglia in più rispetto a Pechino 2008. L’era Petrucci si chiude bene dal punto di vista dei numeri, ma non va dimenticato che le medaglie, oltre che contate, vanno anche pesate. Ne mancano diverse in discipline ‘globali’, importanti, come atletica e nuoto. Si poteva sperare qualcosa in più anche nella pallanuoto. Senza dimenticare il ‘furto’ nella boxe ai danni di Roberto Cammarelle, un atleta immenso”.
Ultima serata olimpica per London 2012, una delle ultime sigarette dall’aroma olimpico per Curzio Maltese, scrittore e firma storica del giornalismo italiano, oggi editorialista per il quotidiano la Repubblica e il Venerdì di Repubblica. Impegnato a raccontare London 2012 e a bofonchiare negli attimi di respiro insieme al compagno d’armi Vittorio Zucconi al Queen Elizabeth II Centre, Casa Italia a Westminster, base italiana nella capitale inglese per le olimpiadi, Maltese riesce a concedere un’intervista ad Abruzzoweb durante una pausa-cicca, a pochi istanti dallo spegnimento della fiaccola.
Maltese, diceva del bicchiere mezzo pieno.
Sì, un bilancio positivo per l’Italia. Per le Olimpiadi in generale, non saprei.
L’ha stupita molto Roberto Cammarelle.
Sì. Pensavo non fosse più quello di Pechino 2008, invece mi sono dovuto ricredere. Si è dimostrato uno sportivo incredibile, un atleta immenso, meraviglioso. Gli hanno pure rubato un oro, meritava il gradino più alto del podio contro l’inglese Anthony Joshua. Un vero furto.
Come ha reagito Londra a queste olimpiadi? Si temeva il caos, erano tutti preoccupati, in molti si sono allontanati per evitare guai…
Economicamente, è stato il solito bagno di sangue. Non si capisce perché le Olimpiadi vengano pagate dagli Stati e non dagli sponsor, i veri beneficiari dei Giochi. Qui, poi, c’è stata una delle peggiori stagioni turistiche degli ultimi vent’anni. Finite le Olimpiadi, arrivano i turisti ‘veri’. Da una parte è andata anche bene, perché il caos previsto non c’è stato. Dall’altra, c’è chi si è lamentato parecchio, come albergatori e ristoratori. Attendevano il ‘boom’ estivo cui erano abituati, invece si sono ritrovati con camere e tavoli liberi.
Questioni italiane. Secondo lei, pesa la mancata candidatura di Roma per i Giochi del 2020? Nelle parole del presidente del Coni Gianni Petrucci, un po’ di amarezza traspare sempre. Come se questa spedizione fosse stata organizzata non per vincere, ma per prendere quello che passa il convento, visti i fondi risicati per quest’anno e quelli assenti per la mancata candidatura Roma 2020.
Ringrazio il cielo che non ci sia Roma 2020, versione olimpica di Italia ’90, un disastro economico di cui si vedono ancora gli effetti. Londra ha reagito bene anche per un flusso minore di persone, ma ha pure 20 linee metropolitane e in generale resta una città che funziona bene sempre. Roma di linee della metro ne ha due e mezzo… Sono convinto che in otto anni, in Italia non saremmo riusciti a fare nulla. Qui, il mio amico Renzo Piano ha appena finito di costruire ‘La Scheggia’, il grattacielo più alto d’Europa. Da noi, invece, non ha ancora potuto terminare dei progetti iniziati anni fa. L’Italia non era e non è pronta per un’Olimpiade. E il nostro livello di corruzione, non va dimenticato, porta sempre a distruggere ogni investimento pubblico. Neanche Londra, a mio avviso, ha fatto un grande affare. Un’Olimpiade costa parecchio, gli Stati si svenano per far fare bella figura agli sponsor. Vent’anni fa si parlava di lasciare tutto nelle mani degli sponsor, sull’onda del ‘reaganismo’. Poi, dopo averci rimesso parecchi quattrini ad Atlanta ’96, hanno smesso di organizzarle. Forse è il caso di ripensarle , le Olimpiadi. I grandi capi di Coca-Coca, Visa, Mc Donald’s, dicono che senza di loro non ci sarebbero i grandi campioni da 50 milioni di dollari l’anno? Bene, si fa senza. E si torna a organizzare vere olimpiadi. La metà delle medaglie qui a Londra è stata assegnata in base a criteri politici, non sportivi.
A Casa Italia si è visto anche l’onnipresente, immortale Franco Carraro. Neanche Calciopoli lo ha fatto fuori politicamente. Vuol dire che quello scandalo non ha insegnato nulla al movimento sportivo calcistico e non solo?
Ho visto un po’ di stadi londinesi e mi sono un po’ depresso, perché facevo il parallelo con i nostri, Juventus Stadium escluso. Qui sono vent’anni avanti rispetto a noi. Dobbiamo fare molta attenzione agli scandali, ai bilanci truccati, alle scommesse. Se il calcio frana, frana tutto lo sport. I segnali sono brutti, purtroppo. La verità è che in Italia quel poco di pratica sportiva che si fa dipende dal calcio e dalla passione per il calcio. Pensavamo di fregarcene del ridimensionamento della nostra serie A, delle squadre che non fanno più parte del grande giro, invece non possiamo. Ripeto, se frana il calcio, ci saranno problemi molto seri per chi arriverà dopo Petrucci.
Il suo collega Antonio Caprarica a questo giornale ha detto che le olimpiadi londinesi lasceranno grandi eredità alla cittadinanza, come nuove infrastrutture e quartieri rinnovati.
A me sembra che London 2012 lasci un’eredità di speculazione edilizia. La verità è che le Olimpiadi sono sempre costate troppo rispetto ai benefici che portano. Rappresentano, da sempre, un costo eccessivo per le comunità. Si tagliano i fondi per la scuola e per i pensionati, io credo sia il caso di ripensare l’organizzazione pubblica delle Olimpiadi. Sento già delle cifre assolutamente vergognose per Rio 2016. Almeno in Italia, questo rischio è stato scongiurato.



