L’AQUILA – Una seconda struttura culturale, teatro e spazio polivalente, a 50 metri dall’auditorium di Renzo Piano.
Sarà realizzata all’Aquila, all’interno del parco del Castello, zona di proprietà della direzione regionale dei Beni culturali, con un finanziamento della Fondazione Carispaq.
A puntare l’indice contro l’opera è stato il capogruppo di Prospettiva 2022 in Consiglio comunale, Luigi D’Eramo.
“La realizzazione – accusa – è passata in Giunta lo scorso 26 giugno ma gli incontri erano cominciati già a marzo e in Consiglio non si è detta una parola”.
“Ormai il sindaco Massimo Cialente mi sembra l’imperatore del Risiko! che muove i carri armati come gli pare”, ha sbottato.
Nel corso della conferenza stampa D’Eramo ha portato all’attenzione una delibera di giunta, approvata nei giorni scorsi dall’esecutivo, “con la quale si stabilisce, udite udite, la realizzazione di un ulteriore teatro nel Parco del Castello, a poca distanza dall’Auditorium di Renzo Piano”.
“Della nuova struttura – accusa D’Eramo – si sa solo, sulla base della delibera, che sorgerà nell’area del Parco prossima a porta Castello, sarà destinata a ‘spettacoli, incontri pubblici e confronti’ e verrà realizzata dall’Istituto di cultura tedesca Villa Massimo di Roma, con la Fondazione Carispaq come finanziatore e soggetto attuatore”.
“Nulla – prosegue – è dato invece sapere sulle dimensioni, i costi e i particolari del progetto. La direzione regionale dei Beni culturali, proprietaria dell’area, ammette addirittura, all’interno della stessa bozza di protocollo d’intesa, di concedere l’autorizzazione pur ignorando le dimensioni e le caratteristiche strutturali dell’opera. Come dire, che sia una cattedrale o uno stanzone, autorizziamo comunque”.
Secondo D’Eramo, “è gravissimo che una delibera del genere non sia stata trasmessa al Consiglio comunale, sovrano in fatto di urbanistica, né discussa per lo meno in Commissione Territorio. Così come è indecente – tuona – che il presidente del Consiglio comunale Benedetti continui a farsi zerbino dell’amministrazione senza tutelare le prerogative dell’organo di massima rappresentanza cittadina”.
“Quest’amministrazione, peraltro – sostiene il capogruppo Prospettiva 2022 – continua ad agire senza un minimo di programmazione, con decisioni estemporanee, agendo d’imperio e rifuggendo costantemente il confronto con i cittadini e con il Consiglio”.
“Se pensano di governare calpestando diritti e condivisione si sbagliano di grosso. O le cose cambiano, oppure saremo costretti a intraprendere azioni decise a tutela del territorio e della città”, conclude irato.



