PESCARA – Una famiglia col grilletto facile, quella del clan rom dei Ciarelli.
Una banda pescarese leader nello spaccio in città ma con contatti e ramificazioni in Campania, nel Foggiano e a Roma, dove sono imparentati con i Casamonica.
L’arresto stanotte di Angelo Ciarelli, il 38enne accusato dell’uccisione di Tommaso Cagnetta, è il terzo episodio di sangue che vede coinvolti membri del clan negli ultimi due mesi.
Il 25 aprile scorso Pasquale Di Giovanni, 28enne cugino di Angelo e Massimo Ciarelli, aveva sparato in faccia a una prostituta nigeriana che è riuscita a salvarsi solo per miracolo.
Di Giovanni fu arrestato un mese dopo, al termine di un drammatico riconoscimento da parte della ragazza.
Le manette a Di Giovanni, stalliere del clan e ritenuto il conservatore delle armi della famiglia, sono arrivate 24 giorni dopo l’altro fatto di sangue che ha sconvolto Pescara, ossia l’omicidio da parte di Massimo Ciarelli di Domenico Rigante, l’ultrà del Pescara freddato il primo maggio scorso.
Il killer del tifoso è stato arrestato due giorni dopo dalla Mobile di Piefrancesco Muriana, e successivamente sono finiti in carcere anche altri familiari Ciarelli che hanno partecipato alla spedizione punitiva nei confronti del tifoso.
Due omicidi e un tentato omicidio, e nel mezzo l’assassinio ancora senza un colpevole di Italo Ceci, ex appartenente della banda criminale Battistini, protagonista negli anni ’70.
Ceci fu assassinato davanti al suo negozio di ferramenta lo scorso 20 gennaio. I quattro fatti di sangue sono probabilmente legati dall’arma utilizzata: in settimana dovrebbero arrivare a Pescara i risultati balistici sui proiettili che hanno ucciso Ceci e Rigante.
Indiziata è una calibro 38 special, che secondo gli inquirenti potrebbe essere stata usata per tutti gli agguati.
E dalle indagini sul delitto Rigante pare accertato che sulla scena dell’omicidio erano presenti due calibro 38.
E ieri sera nel corso delle perquisizioni nei paraggi di casa Ciarelli in un tombino dentro ad un calzino sono stati ritrovati 13 proiettili calibro 38 special.
Coincidenze? Lo è allora anche il ritrovamento di un solo calzino uguale, ma spaiato, in casa di Angelo Ciarelli.




