L’AQUILA – Via San Gabriele dell’Addolorata chiusa da mesi e via Aldo Moro interrotta a causa di una frana, i cui lavori di ripristino procedono a rilento, sono solo gli ultimi e più clamorosi esempi di inettitudine all’Aquila.
Lo fa notare Massimo Scimia, consigliere territoriale di Bagno e Monticchio, che punta l’indice contro un tombino divelto proprio al centro della rotatoria all’incrocio tra la via Mausonia e la strada statale 5 bis.
“In questa città senza tempo la memoria può ingannarmi, ma sono certo che la segnaletica sul tombino pericolante sia lì a campeggiare da fine agosto-inizi di settembre – spiega -. Capisco le grandi opere, ma un tombino di quali costosissimi interventi avrà mai bisogno per aspettare così tanto?”.
“Le mie osservazioni e segnalazioni riguardanti le normali problematiche di una frazione non sono mai state prese in considerazione, se non in due sporadiche occasioni e, quelle uniche due volte, con estrema, immane fatica”, dice.
“Con queste premesse cosa ne sarà del viadotto di Gignano?”, si domanda ancora, con riferimento al cavalcavia della superstrada di Bazzano, che necessita di interventi di messa in sicurezza per due milioni di euro.
“La Mausonia è diventata nel post-sisma una delle principali arterie della città – continua Scimia – la mole di traffico è cresciuta a dismisura e capite bene che quei segnali, posti a tutela di un tombino, rappresentino in realtà un serio e quotidiano pericolo per gli automobilisti”.





