L’AQUILA – “I fondi erogati alla cultura non sono ‘marchette’, anzi trovo di cattivo gusto chiamarli così, però è vero che dobbiamo dire basta a provvedimenti di urgenza e sono disposto a collaborare anche con il Movimento 5 stelle, in particolare con il consigliere Gianluca Ranieri, per fissare criteri certi e chiari per l’attribuzione di risorse ad associazioni culturali abruzzesi”.
Lo annuncia Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Partito democratico, firmatario assieme a Mauro Febbo di Forza Italia del progetto di legge che doveva inizialmente finanziare solo i centri di ricerca Cotir, Crab e Crivea e i comuni con dissesto idrogeologico, a cui tuttavia è stato attaccato un lungo codazzo di emendamenti, dal valore di circa 1 milione di euro, a beneficio di decine di istituzioni e associazioni culturali e manifestazioni in tutto l’Abruzzo.
La legge non è stata poi approvata nell’infruttuosa seduta di Consiglio di martedi scorso. I grillini in aula hanno urlato che si tratta del solito “marchettone”, rigorosamente bipartisan, con cui i consiglieri di centrosinistra e di centrodestra intendono distribuire a pioggia finanziamenti a chi dicono loro, senza criteri oggettivi, bandi chiari, paletti e obblighi di rendicontazione, che pure sono previsti da leggi regionali, come le numero 45 del 2014 e 55 del 2013.
Leggi che, però, incalza proprio Ranieri, “non vengono di fatto applicate, ovvero dotate di coperture economiche poi messe a bando, perché forse conviene che si continui con il vecchio metodo clientelare della moltiplicazione dei pani e dei pesci in favore di associazioni che, poi, con il voto devono ripagare i consiglieri beneficiari”.
Un po’ a sorpresa Pietrucci, interpellato da AbruzzoWeb, dà ragione su quest’ultimo punto agli avversari politici grillini, che non hanno certo lesinato, in questi 2 anni, bordate in Consiglio al suo partito.
E Pietrucci propone che il presidente, Luciano D’Alfonso, che ha tenuto per sé la delega alla Cultura, “la ceda all’assessore al Bilancio e alla Sanità Silvio Paolucci oppure a un consigliere, grazie a una delega speciale, affiancato, però, da un tavolo costituito da consiglieri di maggioranza e opposizione”.
“ll metodo è certamente sbagliato – continua Pietrucci – si è arrivati all’ultimo momento utile per erogare in urgenza fondi a istituzioni culturali che, altrimenti, avrebbero avuto seri problemi, senza che gli uffici competenti siano riusciti a fare i bandi, per ragioni che non conosco. Insomma, sono d’accordo con i Cinque stelle, abbiamo commesso un errore, ma ora dobbiamo rimediare”.
Rimediare sì, ma in futuro: per ora, mette in chiaro Pietrucci, “non ci sono alternative alla strada intrapresa, non c’è più tempo, quei fondi vanno assicurati nel più breve tempo possibile, con quel progetto di legge. E comunque basta scorrere l’elenco dei beneficiari – rimarca – e ci si può rendere conto che ci sono esclusivamente manifestazioni ed eventi degni e importanti, su tutto il territorio regionale, non ci sono certo sagre o festicciole, non vedo, insomma, ‘marchette’ o sprechi di soldi pubblici”.
Nel futuro comunque, secondo il dem molto deve cambiare, a cominciare dalla governance. “Ritengo opportuno che D’Alfonso lasci la delega alla cultura. Io ho già suggerito di darla a Paolucci, persona competente ed equilibrata, oppure a un consigliere con una delega speciale affiancato da un tavolo composto da consiglieri di tutti gli schieramenti, per evitare polemiche dannosissime sulle attenzioni da dare a questo o quel territorio”.
La prima cosa che questo nuovo tavolo, dovrebbe fare, prosegue, “è mettere ordine nelle tante leggi che governano il settore, e soprattutto garantire i bandi per tempo”.
Pietrucci conclude lanciando un ramoscello d’ulivo agli scranni opposti al suo nella cavea dell’Emiciclo.
“Con Ranieri e anche con gli altri esponenti del Movimento ho già avuto rapporti costruttivi per l’elaborazione delle leggi sulla Film commission e sulla legge sulla rete sentieristica, che invece ha registrato l’opposizione di Donato Di Matteo, dentro il mio partito. È persona competente in materia di politiche culturali, dunque le sue critiche le considero qui pubblicamente come uno stimolo a fare meglio e un occasione per invitare alla collaborazione”. Filippo Tronca
MA I GRILLINI BOICOTTANO LA COMMISSIONE BILANCIO, ESCONO DALL’AULA
“La commissione che discute l’emendamento bipartisan in cui si elargiscono fondi per oltre 2 milioni di euro, vorrebbe licenziare il provvedimento nonostante il parere negativo dell’ufficio del Consiglio e senza il parere vincolante della struttura finanziaria della Giunta. Noi non ci pieghiamo a queste gravi violazioni e abbandoniamo l’aula”.
Così i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi (attuale capogruppo), Domenico Pettinari e Gianluca Ranieri, sui lavori della commissione Bilancio che oggi ha esaminato un provvedimento da loro definito nella seduta di martedì scorso “megamarchetta”, che assegna 2,5 milioni euro di cui 1 milione di contributi a pioggia con affidameni diretti ad associazioni, eventi e centri culturali.
I consiglieri sottolineano che “da questa mattina lottiamo affinché criteri di legalità e trasparenza siano applicati all’interno del palazzo regionale”.
“Abbiamo invitato anche i consiglieri di centrodestra ad abbandonarla affinché il rispetto delle norme sia garantito almeno dalla mancanza del numero legale in aula, ma non hanno seguito il nostro invito – continuano i grillini – Ci sentiamo lesi nei diritti e nelle prerogative delle nostre funzioni. Abbiamo richiesto questo parere finanziario prima di iniziare a discutere, perché secondo legge rappresenta una condizione vincolante per l’approvazione di norme che elargiscono soldi pubblici, ma non ci è stato dato”.
“Qui stiamo violando una norma sulla procedura e non possiamo far altro che abbandonare la seduta perché non si sta rispettando la legge”, sbottano ancora i Cinque stelle.
Secondo Ranieri, “dal primo giorno in Regione abbiamo sempre chiesto che ogni tipo di erogazione di fondi pubblici sia regolamentata da bandi a evidenza pubblica. Ancora di più quando è la legge che ce lo chiede – rimarca – Infatti, nonostante l’approvazione delle leggi 46 e 55, che prevedono l’attuazione di evidenze pubbliche per i fondi destinati alla cultura, i bandi che dovrebbero garantire meritocrazia e trasparenza ancora non vengono attuati e le leggi rimangono a prendere polvere nel cassetto, mentre si elargiscono ancora una volta soldi degli abruzzesi a pioggia con criteri che sembrano ad personam, lascando piena discrezionalità alla politica”.






