CHIETI – Per il capogruppo della lista di minoranza al Comune di Chieti Luigi Febo il cavalcavia di Madonna delle Piane è “una beffa a danno dei residenti della zona, una delle aree più inquinate della città. Il passaggio a livello rappresenta infatti uno dei punti più critici di quella zona. Quando si abbassano le sbarre si ferma il traffico per oltre venti minuti su viale Unità d’Italia e viale Benedetto Croce e il crocevia si trasforma in una camera a gas”.
L’ex assessore ai lavori pubblici della Giunta di Francesco Ricci ricorda che “proprio per diminuire il livello di inquinamento atmosferico e acustico nel programma dei lavori pubblici del 2007 avevamo inserito la realizzazione di un sottopassaggio pedonale e veicolare, per un importo di 1.300mila euro di cui 672mila a carico delle Ferrovie dello stato (per l’eliminazione del passaggio a livello) e il resto (circa 628mila euro) con mutuo comunale”.
“Ad agosto – continua l’ex assessore – la nuova Giunta utilizza i 628mila euro per il ripristino della scala mobile ed ora presenta il progetto del sottopasso completamente stravolto da quello programmato da noi. Rimane la fermata di una stazione della metropolitana di superficie che collegherà Sulmona a Teramo. Il sottopasso sarà invece solo pedonale”.
Dell’argomento si sarebbe dovuto parlare nel consiglio comunale di ieri, alla presenza anche di residenti della zona, senonché è mancato il numero legale e la seduta ha dovuto rimandare tutto all’assise riconvocata per domani.
I residenti della zona hanno già fatto sentire la loro voce contro questa soluzione, chiedendo che il sottopasso diventi non solo pedonale ma anche aperto alle auto. Altrimenti il traffico veicolare sarà costretto a fare un giro lunghissimo. Gli unici punti di collegamento tra via Piaggio e via Benedetto Croce sono infatti alquanto distanti da Madonna delle Piane.
Non solo. Secondo Febo il sottopassaggio riservato solo ai pedoni comporterà anche un problema di sicurezza: “Non essendoci il passaggio dei veicoli il sottopasso si presta a diventare luogo isolato e privo di controllo”.






