L’AQUILA – Proseguono anche all’Aquila gli incontri per la campagna referendaria in vista del voto sulla riforma costituzionale.

Il fronte del “Sì” promuove domani, martedì 4 ottobre presso la sala dell’Ance, in viale Alcide De Gasperi, alle 20.30, un incontro con il senatore Pietro Ichino del Partito democratico, al quale partecipa anche Stefania Pezzopane.

Saranno presenti anche Marco Rapino, segretario regionale del Pd, Stefano Albano segretario del Pd dell’Aquila e Gianluca Cervale, del Comitato per il sì.

Dal fronte del “No” si apprende invece che lunedì 24 ottobre sarà all’Aquila l’ex premier Massimo D’Alema, per un di battito contro le ragioni della riforma organizzato dai democrat che fanno riferimento al presidente provinciale del partito, Fabio Ranieri.

E intanto, nell’ambito del Tour RiCostituente del comitato di Possibile, il movimento politico di Pippo Civati, si è svolto il secondo incontro pubblico  Cristina Scarfia, componente del Comitato scientifico del partito ed esperta di politiche europee.

Per la Scarfia quella per il No deve essere “una campagna resistente oltre che ri-costituente”, per tutelare valori che hanno portato alla redazione del testo attualmente in vigore, a partire dalla sovranità del popolo, oltre che la sua semplicità e chiarezza nel testo. “Una riforma conflittuale non è vitale”, per l’esponente, “pochi emendamenti cambiano la Costituzione come documento giuridico; molti o addirittura una buona parte, cambiano invece il patto politico alla base di quel testo. Le Costituzioni servono per resistere alle maggioranze politiche, questa riforma invece è in balia di una maggioranza”.

Paolo Della Ventura, ha evidenziato, inoltre, che i criteri con i quali saranno scelti gli eventuali nuovi senatori “non sono affatto chiari: il testo parla di criteri proporzionali, ma quasi tutte le Regioni hanno leggi elettorali maggioritarie, e difficilmente saranno conciliabili i due aspetti”.

Tra le alternative proposte da Possibile c’è la riduzione equilibrata di tutti i parlamentari (sia Camera che Senato) e delle loro indennità, funzione di controllo del Senato, una Commissione bicamerale paritetica da attivare in caso di contrasto tra le due Camere, rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta (abbassamento del quorum referendario senza innalzare le firme necessarie per richiederlo, e referendum deliberativo sulle leggi di iniziativa popolare se non sono state deliberate dalle Camere).