L’AQUILA – Legge L’Aquila capoluogo: il provvedimento attende oramai da anni il suo approdo in Cnsiglio regionale, intanto continua a far discutere e litigare.

A lanciare bordate l’ex presidente della Provincia dell’Aquila Antonio Del Corvo, che ritene il provvedimento una “mossa propagandistica”, un cavallo di Troia “privo di coperture certe”, messa in piedi dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, aquilano e del Partito democratico, firmatario del progetto di legge, che prevede per il capoluogo L’Aquila entrate extra derivanti  derivanti dall’addizionale pari allo 0,5% dell’introito del Bollo Auto. Ma per Del Corvo, “solo se il bilancio lo consente”.

A ribattere a Del Corvo è proprio Pietrucci, che ricorda come quando l’esponente del centrodestra guidava la Provincia ha dato un contributo importante a questo provvedimento.

DEL CORVO: ‘”E’ UN INUTILE CAVALLO DI TROIA”

La legge sull’Aquila Capoluogo, così come è concepita, è un Cavallo di Troia messo in piedi da D’Alfonso e Pietrucci con la complicità del sindaco Cialente. Dietro i proclamati ambiziosi obiettivi non ci sono risorse finanziare certe. E’ un inganno, insomma. La proposta va assolutamente rivista in chiave diversa. Si tratta di una legge speciale ma, di fatto, il testo della proposta ne snatura la sostanza. Le leggi speciali, così come accaduto per l’istituzione di altre città (ad esempio come previsto dalla proposta di istituire la “Nuova Pescara” ), alla disponibilità finanziaria provvedono con l’istituzione di apposite unità previsionali di base e relativi capitoli di bilancio, dotati della necessaria disponibilità. Per l’Aquila Capoluogo, invece, non è prevista alcuna istituzione di poste a bilancio ma è annunciata una dotazione finanziaria derivante dall’addizionale pari allo 0,5% dell’introito del Bollo Auto e, per giunta, se il bilancio lo consente.

Si arriva quasi all’ossimoro, ad una contraddizione in termini. E come se non bastasse, nel prossimo futuro, se dovesse concretizzarsi una fusione della Regione Abruzzo con quella della Marche, l’Aquila rimarrebbe Capoluogo o sarà costretta a cedere il titolo ad Ancona o a Pescara?

In cambio di contentini, la Giunta Cialente sta svendendo il ruolo di l’Aquila Capoluogo all’ex sindaco di Pescara, ora Governatore della Regione. Poteva essere una storica occasione per riequilibrare il territorio regionale ridando slancio all’Abruzzo interno, alla Città dell’Aquila, al suo territorio provinciale, anche quelli marsicano e peligno, ad esempio reinserendo la Marsica e l’area Peligna nelle zone ex art. 87 3-c del Trattato dell’Unione Europea per poter far accedere le nostre imprese agli aiuti comunitari!
Per questo si  ravvisa la necessità assoluta di emendare la bozza se non a addirittura di riscriverla, prima che sia troppo tardi.

Si fa appello al mondo  dell’associazionismo, degli imprenditori, dei professionisti e dei lavoratori a parlarne e a discuterne in un dibattito pubblico e in tutte le forme consentite per l’esercizio della cittadinanza e della partecipazione, al fine di incidere per rivedere con criteri oggettivamente sostenibili la proposta di legge l’Aquila Capoluogo.

PIETRUCCI: ”ARGOMENTAZIONI DEL CORVO SORPRENDENTI”

Stupiscono le argomentazioni dell’ex presidente della Provincia Antonio Del Corvo: il confronto che invoca sulla legge sull’Aquila capoluogo c’è già stato, io ne sono stato un convinto fautore. Le categorie e i consiglieri regionali di centrodestra hanno fornito preziosi e utili contributi alla costruzione del provvedimento. Del Corvo non può fare finta di ignorarlo costruendo il suo messaggio di propaganda, evidentemente in malafede.

Quanto al merito delle sue affermazioni: non è vero che la legge non prevede l’istituzione di una apposita posta di bilancio (ci sarà un’aliquota addizionale costante nel tempo proprio in virtù dello status di capoluogo, sul modello di altre regioni come la Marche), come è altamente strumentale accusarla di non provvedere alla rimodulazione dei confini delle aree dove le nostre imprese godono di particolari condizioni di accesso agli aiuti comunitari.

Quella è un’altra partita, che si gioca in altre sedi. I reali obiettivi e la filosofia del provvedimento sono quelli di consentire all’Aquila di esercitare meglio il suo ruolo di capoluogo nel contesto regionale.

È dunque una legge per l’Abruzzo, definirla in altro modo e secondo altri scopi serve solo a creare confusione e propaganda. È il momento dell’assunzione della responsabilità, da esercitare nei luoghi deputati. La gente ci chiede risposte, non posizionamenti e propaganda.

Per interventi per conurbazioni particolari e di peso, come ad esempio quelle di Vasto e di Avezzano, siamo al lavoro e a disposizione.