L’AQUILA – “Non faccio nessun commento su questa vicenda”: il leader abruzzese di Fli, l’onorevole Daniele Toto, si trincera dietro il silenzio, così il patto di spartizione tra i finiani e i democrat al secondo turno delle amministrative dell’Aquila diventa “figlio di nessuno”.
Ieri il disconoscimento dell’accordo da parte del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, “un documento che non ho mai visto”, oggi il no comment di Toto, così il manuale Cencelli in salsa aquilana con promesse di posti nella futura amministrazione comunale e nel sottogoverno di enti ed ex municipalizzate assume i contorni del mistero.
Al telefono con AbruzzoWeb, Toto si fa ripetere la domanda tre volte, ma non si schioda dalla sua posizione: “non parlo”.
Forse per imbarazzo, per gli equilibri da mantenere su altri realtà dove Pd e Fli sono insieme (ad Avezzano e Spoltore sin dal primo turno, a Montesilvano in apparentamento per il ballottaggio) o per altro ancora, comunque sembra che i due presunti artefici dell’intesa finita in un nulla di fatto vogliano girare al largo dal clamore suscitato da una storia che ha portato a uno scontro durissimo tra i protagonisti locali: il sindaco uscente e ricandidato Massimo Cialente e l’aspirante primo cittadino sconfitto Enrico Verini.
Una questione su cui si sono sprecati, invece, i commenti di avversari e alleati delle parti in causa.
Da Rifondazione comunista che, per bocca del segretario abruzzese Marco Fars, ha parlato di “accordo indecente”, all’onorevole dell’Udc che ha ventilato l’ipotesi che la magistratura possa aprire un’inchiesta su quanto accaduto, agli esponenti del Pd locale Stefania Pezzopane e Carlo Benedetti che hanno minacciato “la presentazione di un esposto alla procura della Repubblica”. (pi.bi.)




