L’AQUILA – Abruzzo bocciato sull’accessibilità ai diversamente abili nelle città.
È quanto emerge da un’analisi compiuta dall’Anmil (Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi), che pone la regione agli ultimi posti nella classifica.
Gli stessi dati, riportati nei giorni scorsi dal quotidiano la Repubblica, che ha pubblicato una sorta di pagellone, mostrano con chiarezza un Paese diviso in due, con il Nord che sta provando a ridisegnare le città pensando a tutti e un Centro-Sud che ancora arranca tra marciapiedi scoscesi, scalinate infinite e bagni pubblici inaccessibili.
Il dato è stato rilanciato da Confartigianato Pescara che, attraverso il presidente provinciale, Giancarlo Di Blasio, chiede “poche cose, ma essenziali: un protocollo di intesa tra Comune e associazioni di categoria per favorire l’installazione di rampe, scivoli e campanelli per i negozi, snellendo aspetti burocratici e relativi costi”.
E ancora, “la creazione di percorsi turistici a ‘barriera zero’, un incremento dei parcheggi per disabili in centro e vicino ai negozi, un numero verde per richiedere un taxi abilitato al trasporto carrozzine, una programmazione delle corse degli autobus con mezzi adeguati”.
“Il nostro dovere è innanzitutto morale prima che economico – aggiunge – facciamo nostro lo slogan di Milano adattandolo: Pescara per tutti, e chiediamo un nuovo regolamento Cosap ed edilizio che faccia della legge 13 sull’abbattimento delle barriere architettoniche il suo cavallo di battaglia”.
Il presidente di Confartigianato Commercio, Massimiliano Pisani, cristallizza la condizione di Pescara: “Parcheggi per disabili poco identificabili, con strisce scolorite e quasi sempre occupati da chi non ne ha diritto o da auto con contrassegni maldestramente contraffatti, scivoli perennemente ostruiti, accessi ai negozi ostruiti da ambulanti, multinazionali che hanno aperto filiali in pieno centro occupando l’intero marciapiede e costringendo le carrozzine a scendere sulla sede stradale, tra le auto”.
Anche Pisani indica come modello Milano, che “ha fatto della qualità della vita e del turismo per diversamente abili la sua mission, tutte le attività commerciali del centro storico, dal 2014, grazie anche a sgravi fiscali, hanno installato pedane sugli accessi e campanelli su tutte le attività”.
“La città mondiale dello shopping è davvero accessibile. Il risultato? Qualità della vita migliore per tutti e incremento delle presenze turistiche, con una crescita dei fatturati. Sono sempre di più, d’altronde, i tour operator che si occupano di turismo per disabili, ma Pescara è totalmente esclusa”, aggiunge
L’Aquila non si distingue, nonostante l’incredibile opportunità rappresentata dalla ricostruzione. Al di là delle parole, che sono scorse a fiumi anche durante il recente Festival della partecipazione, quando si è tanto parlato di smart city e accessibilità, sono ben poche le iniziative concrete.
Massimo Prosperococco, del coordinamento delle associazioni di disabili, che ha affidato a Facebook uno sfogo corale molto condiviso sulla piazza virtuale, spiega ad AbruzzoWeb che “una persona disabile non è un malato, ma vive una condizione invalidante permanente che permette, in molti casi, di sentirsi ed essere comunque autonomi e attivi”.
“Non mi sono mai pianto addosso – dice – ho sempre cercato di far sentire la nostra voce, la voce di chi vorrebbe semplicemente poter vivere il quotidiano senza essere afflitto da problematiche che possono diventare insormontabili”.
“Si parla da anni di abbattimento delle barriere architettoniche – aggiunge ancora – Il terremoto dell’Aquila poteva essere una chance per fare di questa città un posto sicuro dal punto di vista sismico ma anche intelligente e soprattutto accessibile a tutti”.
Prosperococco racconta, poi, le difficoltà che si hanno per parcheggiare in centro storico a causa dell’assenza di stalli riservati. Stesso copione al quartiere Torrione, uno dei più popolosi, dove i marciapiedi non sono dotati di scivolo, e ricorda che “le barriere non riguardano solo le persone disabili, ma anche i bambini e gli anziani”.
“Durante il rifacimento del palazzo che ospitava il cinema Massimo, ‘com’era e dov’era’, si sarebbe potuto fare uno scivolo o dei marciapiedi larghi – aggiunge – se si va a vedere questi ultimi sono stretti e in pendenza, chi come me viaggia in carrozzina potrebbe ribaltarsi. E non solo, alla fine dei portici che portano verso i locali della ex Standa sono state realizzate delle scalette che rendono poco agevole anche una passeggiata”.
“La città la fanno i cittadini, tutti, di tutte le categorie, non il contrario – si sfoga Prosperococco – la ricostruzione dovrebbe passare da qui, creare spazi, percorsi sensoriali, a oggi assenti. Se ne è parlato, se ne parla, ma a oggi sono tutte chiacchiere morte e senza conseguenze, sembra quasi, che un uomo costretto su una carrozzina, non abbia il diritto di entrare da solo in un negozio, o passeggiare, azioni semplici ma comunque sacrosante”.
Infine un barlume di speranza: “La zona delle scuole di Colle Sapone è priva di barriere architettoniche, grazie alla fase di ascolto delle varie associazioni a tutela delle varie disabilità che è stata messa in campo prima dei lavori post-terremoto”.




