L’AQUILA – “Non ho mai visto quel documento e comunque parlerò di questa vicenda solo dopo il voto, inchiesta? Non ne so nulla”.

Il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, disconosce i contenuti dell’accordo, a questo punto presunto, sottoscritto con l’onorevole Daniele Toto, leader abruzzese di Fli, contenente una serie di promesse e spartizioni in stile manuale Cencelli tra i democrat e i finiani in vista del ballottaggio dell’Aquila di domenica e lunedì e cade dalle nuvole circa le voci di un possibile interessamento della magistratura alla vicenda ventilato dal deputato dell’Udc Pierluigi Mantini.

“Naturalmente ho ragionato con Fli di apparentamenti, così come è naturale – spiega Paolucci – da qualche parte abbiamo raggiunto l’intesa, in altre no, come accaduto nel capoluogo”.

“Un patto che non si è concretizzato perché Cialente lo ha respinto – sottolinea il segretario Pd – in quanto conteneva aspetti ricattatori”.

Quanto alla voce di un’indagine in corso, Paolucci è stupito: “non ne so nulla, a urne chiuse ne riparleremo”. 

Intanto le liste del progetto “L’Aquila città aperta” annunciano che stanno valutando la possibilità di fare un esposto alla procura della Repubblica dell’Aquila in merito alla “lista della spesa” circolata con le firme di Paolucci e Toto.

Secondo i rappresentanti delle liste, infatti, “la base dell’accordo non si fonderebbe su un programma elettorale che tiene conto degli aspetti amministrativi legati a specifiche iniziative politiche da assumere per la governance della città, bensì si baserebbe su un do ut des, sulla cui liceità ci sarebbe da interrogarsi”.

La polemica è esplosa anche sul web: i protagonisti locali della vicenda, Massimo Cialente ed Enrico Verini, hanno avuto un violento diverbio su Facebook dopo quello velenoso di ieri a colpi di comunicati stampa.

Rifondazione comunista per bocca del segretario regionale Marco Fars grida “Fermiamo Paolucci!”, mentre il parlamentare dell’Udc Pierluigi Mantini evoca lo spettro di un’inchiesta della magistratura.

In una nota, lo stesso Cialente e i segretari, coordinatori e rappresentanti delle otto liste tuonano: “Noi non cediamo ai ricatti”.

LE LISTE DI DE MATTEIS PENSANO ALLA PROCURA

Per i seguaci di Gdm, insomma, “si tratterebbe di una preventiva spartizione dei posti che nulla ha a che fare con l’apparentamento, già regolato dalla legge elettorale quanto a effetti che produce sugli schieramenti che si uniscono. Quindi – proseguono – ci troveremmo di fronte a ulteriori e non previste promesse di concessione di prebende e di particolari segnalazioni di personaggi da insediare in ruoli ben precisi”.

“Gli aquilani sono indignati per questa preoccupante deriva politica che certo non fa ben sperare per il futuro e, in particolare, per la svendita della città affidata nelle mani di un partito, il Pd regionale, e un segretario Silvio Paolucci, che trovano connivente un sindaco, Cialente, incapace di difenderla”, prosegue la nota.

“Cialente – l’attacco – dovrebbe ritirarsi dalla competizione e lasciare la gestione dell’amministrazione,  che ha reso ancora più drammatica la situazione dell’Aquila e del suo territorio, stretti tra una ricostruzione bloccata e un’economia al collasso”.

“Oltre alla ferita del terremoto, alla incapacità amministrativa della giunta Cialente, L’Aquila deve ora subire l’affronto di una democrazia umiliata da accordi da basso impero, per questo invitiamo i cittadini, i partiti e le realtà civiche a prendere pubblicamente le distanze da questo imbarbarimento della politica cittadina e a impegnarsi a dare una possibilità di futuro nuovo e certo all’Aquila. Anche per questo è importantissimo esercitare il proprio diritto al voto”, concludono le liste.

LE REAZIONI


IL CENTROSINISTRA: ”NOI NON CEDIAMO AI RICATTI”

“Non cediamo ai ricatti”.

Con questo titolo gigante e in maiuscolo arriva una nota di segretari, coordinatori e rappresentanti delle otto liste, le sei originarie e le due aggiunte per il ballottaggio, che sostengono Massimo Cialente.

Gli esponenti politici prendono posizione sullo scottante caso dell’accordo pre-elettorale saltato e svelato tra Partito democratico e Futuro e libertà in cui si promettevano ai finiani, presidenze, poltrone e posti in cambio dell’appoggio al secondo turno.

Nella nota si ribalta la questione, spiegando che “l’aver rifiutato quell’accordo dimostra che Cialente è un uomo libero e che guida una coalizione di persone libere che intendono governare in maniera autonoma”.

Oltre allo stesso Cialente, a firmare la nota Giampaolo Arduini (coordinatore Cattolici Democratici), Alessandro Fallocco (delegato lista L’Aquila Oggi), Ermanno Giorgi (segretario comunale Api), Lelio De Santis (segretario comunale Idv), Francesco Iritale (segretario comunale Pd), Angelo Ludovici (segretario provinciale Pdci), Francesco Marola (segretario provinciale Prc), Giustino Masciocco (segretario comunale Sel), Roberto Riga (coordinatore Api), Giancarlo Vicini (segretario comunale Psi).

LA NOTA COMPLETA

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’intera coalizione del centrosinistra non intendono cedere, né mai hanno ceduto, a ricatti, imposizioni dall’alto e accordi raggiunti nelle sedi pescaresi o romane.

Tantomeno intendono farsi spaventare o condizionare dalla macchina del fango che è stata messa in moto.

L’accordo con Fli è saltato perché la coalizione di centrosinistra non ne condivideva lo spirito, le modalità e i contenuti.

Per noi la politica si fa con i programmi, le idee e i progetti e non intendiamo accettare e fare nostro un agire politico che si fa mercimonio e compravendita, come quello messo in atto da chi, prevedendo la vittoria di Massimo Cialente al ballottaggio, ha provato a salire sul carro dei vincitori utilizzando ricatti in funzione dell’unico interesse che aveva: quello per le poltrone e le prebende.

Noi non siamo così. L’aver rifiutato quell’accordo dimostra che Massimo Cialente è un uomo libero e che guida una coalizione di persone libere che intendono governare in maniera autonoma.

Il documento divulgato da Fli, dimostra, nero su bianco, che a quei ricatti Cialente ha sbattuto la porta in faccia, insieme con tutta la coalizione.

Nessuno può decidere al posto nostro. Noi abbiamo invece concluso, alla luce del sole, un accordo politico con l’Idv che ci consentirà di allargare la coalizione.

Questo accordo permetterà, peraltro, ad altri movimenti (“L’Aquila che vogliamo”, con il suo candidato sindaco Vincenzo Vittorini, e “Appello per l’Aquila”, con Ettore Di Cesare), di entrare in Consiglio comunale.

Una scelta che, nella sua coerenza e nella sua difesa dell’autonomia della coalizione di centro sinistra, con la sconfessione dell’accordo pescarese, ha ribadito che per L’Aquila devono decidere gli aquilani.

Per la nostra città decidiamo noi. E decidiamo all’Aquila.

MANTINI (UDC): ”SU ASPETTI PENALI POTREBBE ESSERCI UN’INCHIESTA”

“Sugli aspetti di rilevanza penale indagherà eventualmente la magistratura”.

Ipotizza addirittura un’inchiesta giudiziaria, il parlamentare Udc Pierluigi Mantini, sul caso dell’apparentamento saltato tra Partito democratico e Futuro e libertà con tanto di lista della spesa delle poltrone saltata fuori, su cui si è scatenata la polemica politica in vista del ballottaggio del prossimo weekend.

“Abbiamo depositato oggi un’interrogazione al governo, in persona del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri – svela – per chiedere quali misure intende assumere il governo, a partire dal caso specifico dell’Aquila, ‘al fine di garantire che tali ingerenze della politica nella lottizzazione dell’amministrazione gestionale, professionale e tecnica degli enti locali, non alterino il corretto svolgimento delle elezioni amministrative e comunque siano prevenute e contrastate, anche attraverso un nuovo codice etico per gli enti locali'”.

Secondo il parlamentare aquilano, “i fatti emersi, attraverso prove documentali, sono gravi, contrari al rispetto dei principi di legalità, trasparenza e professionalità negli incarichi pubblici, e generano seri dubbi sulla gestione amministrativa passata e su quella futura in una situazione tanto delicata quale è quella del comune dell’Aquila dopo il terremoto”.

Per Mantini, che firma una nota assieme al commissario regionale dell’Unione di centro Armando Dionisi, “sotto il profilo politico e dell’etica pubblica non riteniamo di doverci adattare alla logica della spartizione dei posti nelle società municipali e nell’amministrazione pubblica, tecnica e professionale sulla base di interessi personali o di convenienze politiche”.

“Il caso dell’Aquila, che può avere effetti anche sul regolare e sereno svolgimento delle elezioni amministrative – aggiungono i due – dev’essere chiarito in tutti gli aspetti affinché queste condotte non si ripetano”.

FARS (PRC): ”ACCORDO INDECENTE, FERMIAMO PAOLUCCI”

“L’indecente accordo riservato tra i regionali di Pd e Fli traduce, nella maniera più becera possibile, la volontà di Paolucci di inglobare Fli, Udc e non si sa quanti altri esponenti terzo-polisti o pseudo tali nella sua coalizione per vincere le regionali del 2013”.

Lo scrive il segretario regionale di Rifondazione comunista, Marco Fars.

“Bene hanno fatto gli aquilani a rifiutare tale scempio e i ricatti a esso connessi – afferma Fars – In particolare ‘l’opposizione assoluta’ di tre liste, tra cui quella di Rifondazione comunista, ha trovato il consenso di tutta la coalizione e di Cialente, anteponendo L’Aquila ai mercanteggiamenti delle segreterie regionali di Pd e Fli”.

“Il progetto di Paolucci ha invece partorito i suo nefasti frutti in altri comuni, trovando la ferma opposizione di Rifondazione comunista, come a Montesilvano e Spoltore. Fermiamolo – conclude Fars – È ora di costruire una sinistra unita e alternativa a questo tipo di accordi”.

SEL: “COSI’ SI ALIMENTA L’ANTIPOLITICA”

“Leggendo l’accordo siglato tra i responsabili regionali di PD e FLI  per il dopo elezioni a L’Aquila e assistendo agli stracci che volano, viene da chiedersi se non sono questi comportamenti ad alimentare l’antipolitica”.

Lo afferm il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla.

“La compravendita di incarichi è un modo vecchio e antistorico di fare politica, le alleanze sugli interessi particolari a danno delle idee e dei programmi sono la cattiva politica. In questo senso il nostro giudizio politico è severamente critico, E’ un modo di fare che non ci appartiene e che condanniamo”.

“Ci fa piacere naturalmente che la coalizione di centrosinistra a L’Aquila abbia dato un giudizio contrario a questo modo di fare politica.. Così, peraltro, si perdono i voti perchè si accredita una visione della politica mercantile e non ideale e pulita”.

Se il PD intende dare un avvertimento alle forze di sinistra circa le future alleanze per l’Abruzzo, rispondiamo con altrettanta chiarezza che SEL non è d’accordo e ritiene che il centrosinistra debba costruirsi su una base programmatica e valoriale e non su interessi di bassissima bottega. Il PD ha fatto un grave errore a cercare un accordo così spregiudicato e umiliante”.

Non ci interessa vincere per il potere, ci interessa vincere per affermare programmi, contenuti, cambiamenti reali a favore dei giovani innanzitutto e della parte sociale più debole  che ha più bisogno di un’azione positiva delle Istituzioni. Ci impegneremo perché ai ballottaggi vincano i nostri candidati, a partire da Cialente, ma contemporaneamente ribadiamo che SEL ostacolerà sempre gli accordi che non partano da una solida intesa programmatica e dal riconoscimento di valore dell’alleanza di centrosinistra e sosterrà il criterio della competenza per l’assegnazione degli incarichi amministrativi”.