L’AQUILA – Ci sarebbe una realtà sommersa, che va al di là del singolo caso denunciato dal 17 enne aquilano, recentemente adescato su un social network da una ragazza e poi ricattato con la minaccia di diffondere in rete una sua foto a sfondo pornografico.
È quanto emerge dagli accertamenti della sezione di Polizia giudiziaria della questura dell’Aquila, diretta dal vice questore aggiunto Mauro Pansini.
Il minorenne, al quale la ragazza avrebbe chiesto la somma di 200 euro per non diffondere la foto on line, ha denunciato tutto alla Procura del capoluogo dichiarando che tra le vittime di ricatti simili ci sarebbero anche altri suoi amici, ma di averlo appreso solo dopo esserne rimasto a sua volta vittima.
I giovani caduti nella rete dei ricatti potrebbero tuttavia non aver denunciato come invece fatto dal 17 enne.
Intanto è stato aperto un fascicolo nel quale si ipotizza il reato di tentata estorsione e gli accertamenti sulla vicenda sono ancora in corso.
Secondo quanto si apprende da fonti investigative, inoltre, la ragazza che avrebbe chiesto al giovane di accreditare i soldi su una carta telefonica prepagata intestata ad un’altra persona, non sarebbe stata ancora identificata.
Non è stato rintracciato al momento neppure il proprietario della scheda che sembra essere uno straniero.
Le ricerche sarebbero molto complesse: la donna infatti si sarebbe messa in contatto con il ragazzo da postazioni pubbliche e le ricerche sul sistema informatico rimanderebbero a server e domini stranieri.
La polizia invita a diffidare dalle richieste di invio di materiale attinente alla propria privacy.




