TERAMO – L’associazione nazionale imprese di sorveglianza antincendio (Anisa) annuncia ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar che ha respinto un suo primo ricorso contro la scelta della Asl di Teramo di affidare al personale di vigilanza presente nelle strutture sanitarie anche la sorveglianza antincendio.
E in una nota ricorda come “l’ospedale di Teramo sia privo del certificato di prevenzione incendi e che pertanto tutto lo zelo dimostrato sulla volontà di risparmiare i costi derivanti da un obbligo normativo, posto a tutela del cittadino, appare quantomeno curioso”.
“In discussione – si legge nella nota dell’Anisa – era la legittimità della previsione, all’interno di un bando riferito ai servizi di vigilanza armata (per un importo veramente importante, dell’ordine di 15 milioni di euro), della previsione di destinare le guardie giurate ‘anche a supporto della squadra antincendio per i controlli preventivi di cui al D.M. 19.03.2015’. Intendimento dell’Asl era, forse, quello di risparmiare i costi dell’obbligatorio servizio di vigilanza antincendio (ferma invece la spesa rilevante per la vigilanza armata non obbligatoria, peraltro), affermandone la sostanziale inutilità ed eccessiva onerosità, in manifesta violazione rispetto alle previsioni del D.M. 19.03.2015, che viceversa ha previsto la obbligatoria predisposizione di un servizio di vigilanza antincendio appositamente dedicato”.
“La questione, particolarmente delicata, è quella dell’approntamento dell’obbligatorio servizio antincendio interno all’interno delle strutture ospedaliere – spiega l’Anisa nella nota – per il quale deve essere appunto impiegato personale addetto ed all’uopo esclusivamente dedicato (a prescindere, cioè, dalle competenze dei vigili del fuoco, che ovviamente restano ferme, ma che si pongono su tutt’altro piano), secondo le chiare previsioni del D.M. 19.03.2015 e della recente circolare del Ministero dell’Interno prot. 12580 dd. 28 ottobre 2015”.






