L’AQUILA – “Tutti sanno che all’Aquila ho cercato di allargare l’alleanza, ma questo non è stato accettato dal partito locale. Molte nostre oligarchie locali hanno una vocazione minoritaria che porta a voler controllare il partito piuttosto che fare alleanze che possano portare a un buon risultato alle elezioni”.
Per Gianni Chiodi è la mancata coalizione con Giorgio De Matteis l’errore che ha portato al cedimento del Popolo della libertà nelle amministrative del capoluogo, dove il candidato del partito, Pierluigi Properzi, sostenuto dalla lista civica Domani L’Aquila, ha racimolato un misero 8 per cento.
Un candidato, il professore, che Chiodi comunque definisce “un’ottima figura, però è stata troppo improvvisata in un contesto del genere. È stato messo nella mischia all’ultimo – afferma ad AbruzzoWeb – senza passare per la legittimazione delle primarie”.
Quelle che definisce “oligarchie locali” agiscono, secondo lui, “sul presupposto falso che il simbolo di partito porti voti a prescindere. Non è così, di conseguenza è necessario allargarsi alla società civile, a tutti i nuovi influssi che possono esserci. Contano sempre di più le persone”, sbotta Chiodi.
“Tutti si aspettavano un risultato più forte di Cialente – prosegue il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione – avevano parlato di una vittoria al primo turno, quindi anche per loro credo sia stata una doccia fredda. Adesso la partita è apertissima, appoggeremo senza dubbio De Matteis. Gli aquilani hanno un compito molto importante, confrontare il carisma, la determinazione, la competenza e l’autorevolezza dei due candidati e non mi sembra ci sia partita tra i due candidati”.
Sul dato regionale, che vede il Pdl in calo, Chiodi cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: “Il calo è stato più contenuto rispetto a quello nazionale. Andiamo al ballottaggio in molti comuni – ricorda – in alcuni il Pdl è ancora il primo partito del territorio. Non mi sembra poi che il Pd abbia avuto una grande vittoria, anzi. Il terzo polo a livello nazionale è sembrato un ectoplasma, quando invece si pensava che i voti del Pdl dovessero confluire lì”.





