L’AQUILA – “La sua balbuzie? Un punto di forza”.
Parola di Sara Vegni, giovane aquilana amica da molti anni di Ettore Di Cesare, candidato sindaco alle prossime elezioni.
Dice di conoscerlo da sempre, da quando era più piccola, quando già lo guardava con ammirazione e stima per il suo impegno a favore della trasparenza nella pubblica amministrazione.
“Un modello” da seguire, per lei, che però ne riconosce anche qualche difetto: “è molto sanguigno, impulsivo e quando si scalda inizia a parlare in dialetto aquilano. E poi la sua balbuzie rende quello che dice ancora più affascinante, più vero”.
Oggi condivide con lui il progetto Appello per L’Aquila e guarda alle elezioni come “l’inizio di un lungo percorso. Questa città ha bisogno di forze e idee nuove, lo merita la città ed Ettore è capace di fare questo”.
Perché l’ha scelta per questa intervista?
Sicuramente perché ci vogliamo molto bene, e lui sa che lo stimo moltissimo. Fin da quando lo conosco è stato un modello per me, anche per il lavoro che ha fatto per il terzo settore ideando il sistema ‘OpenPolis’.
Di cosa si tratta?
È un sistema informatico finalizzato alla trasparenza nella pubblica amministrazione, ideato da lui e un altro aquilano, Vittorio Alvino.
Un impianto che prevede anche sistemi di interfaccia per l’utente e per me che lavoro nel terzo settore è stato davvero utilissimo.
Com’è nata in lui l’idea di candidarsi a sindaco? L’ha condivisa insieme a lei?
Abbiamo iniziati questo percorso tutti insieme. Non era scontato che venisse scelto lui come candidato, e devo dire che quando c’è stata convergenza sul suo nome abbiamo dovuto un po’ convincerlo. Per ovvi motivi non è una cosa che si accetta facilmente, soprattutto in un momento così difficile per la città.
Alla fine come si è convinto ad accettare?
Ci siamo riuniti molto spesso in assemblee per discuterne. Dal canto mio, ho contribuito durante parecchie serate ripetendogli in continuazione ‘dai Ettore!’.
Quali sono le sue qualità?
Sicuramente la competenza, lui studia tantissimo e approfondisce sempre tutto. Poi sa ‘creare gruppo’, è capace di tenere unite le persone.
Qualche difetto?
A volte è troppo impulsivo, è molto sanguigno e si arrabbia tanto. Un difetto che però compensa con una grande capacità di ascolto.
Il periodo in cui vivevo a Roma lui era molto attivo e impegnato politicamente nella Capitale. Ricordo una volta, durante un suo intervento, era molto arrabbiato e iniziò a parlare in dialetto aquilano. Questo episodio mi fece molto sorridere, perché è rappresentativo della sua genuinità.
Così come la sua balbuzie, che secondo me è un punto di forza. La gestisce bene e ne riesce a fare, a parer mio, un’arma. I suoi discorsi risultano molto coinvolgenti e affascinanti e poi risulta simpatico e vero.
Come sta vivendo questa campagna elettorale?
Si sta impegnando molto. E poi è molto lucido e sono molto contenta di questo. Però sta dimagrendo un po’ troppo, quindi lo stiamo tutti invitando a mangiare un po’ di più…!
Cosa gli augura?
Che le elezioni vadano al meglio, ma soprattutto che questo sia solo l’inizio di un lungo percorso. Questa città ha bisogno di forze e idee nuove, lo merita la città ed Ettore è capace di fare questo.





