L’AQUILA – È il d-day della campagna elettorale dell’Aquila: oggi sono arrivati in città i leader di Pdl, Pd e Udc, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Lorenzo Cesa per sostenere i candidati sindaco Pierluigi Properzi, Massimo Cialente e Giorgio De Matteis.

Una parata di big per una chiusura in grande stile, a dimostrazione dell’attenzione che la politica nazionale riserva alle sorti del capoluogo di regione, in quella che si annuncia come la legislatura più importante della storia centenaria dell’Aquila.

Sul tappeto, naturalmente, le questioni di una ricostruzione che stenta a partire e il rilancio economico e sociale di un territorio in grande difficoltà.

La giornata campale si è aperta con la presenza di Cesa a un incontro all’hotel 99 Cannelle, in cui il dimissionario segretario della Vela ha lanciato le cinque proposte del partito per “far tornare L’Aquila a essere quello che era: semplificazione dei contribuiti per le case ‘E’, utilizzo dei 90 milioni del ‘de minimis’, salvaguardia dei posti di lavoro della Carispaq, il potenziamento del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche e i provvedimenti per far respirare le imprese”.

Nel pomeriggio, invece, è stata la volta di Bersani in piazza Duomo: “una ricostruzione seria si fa con le persone per bene”, ha detto prima di iniziare il suo comizio in favore del primo cittadino uscente.

“C’è bisogno dell’orgoglio aquilano e di chi possa interpretarlo. C’è bisogno di chi è stato qui dal primo giorno, fin dal primo momento – ha aggiunto Bersani – e il sindaco Cialente c’è stato”.

A chiudere l'”ABC” della politica nazionale che conta, Alfano, che davanti alla platea dell’auditorium della Carispaq, ha ribadito che “di Pdl ce n’è uno solo, con questo simbolo, chi non è qui non è nel partito”, riferito ai transfughi che hanno abbandonato i berlusconiani per accasarsi sotto le insegne di De Matteis.

“La scelta di Properzi non è arrivata dall’alto – ha sottolineato – ma è stata suggerita dagli aquilani”.