CHIETI – “Sentirsi dare lezioni da chi non ha fatto nulla per anni è bizzarro. Il centrosinistra dovrebbe solo tacere. Saremo giudicati per quello che in Regione Abruzzo faremo nell’arco dei cinque anni”.
Lo ha detto il leader della Lega, ed ex vicepremier Matteo Salvini, ieri a Chieti, a ribadire senza mezzi termini che il candidato sindaco non potrà che essere Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare e consigliere regionale del centrodestra.
Incalzato dai cronisti, e prima di sottoporsi al rito dei selfie con i suoi sostenitori, Salvini ha detto la sua sull’operato della Giunta regionale sulla sanità, in particolare sulla vicenda dei presunti e gravi ritardi nella sottoscrizione dei contratti del 2019 tra le Asl e gli operatori della Sanità privata.
Partita, come la gestione generale del comparto, con il pesantissimo assessorato di Nicoletta Verì, in mano alla Lega, prima forza nell’Ente regione, con 10 consiglieri e 4 assessori.
Ad attaccare a testa bassa sulla questione, è in queste settimane il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità, in un affare che vale 250 milioni di euro, di cui 131 con le case di cura, 118 per prestazioni assicurate sul territorio, come esami ed analisi. Con il rischio di blocco degli stipendi di centinaia di dipendenti. Paolucci chiede poi l’intervento degli ispettori ministeriali, per l’iter mediante bando, ritenuto illegittimo, per per la nomina del direttore sanitario della Asl provinciale di Chieti, e del direttore amministrativo della Asl provinciale dell’Aquila.
Salvini di fatto nega che la “sua maggioranza” sia in difficoltà e non può far altro che confermare piena fiducia ai suoi uomini e donne in Regione.
“Stiamo agendo con onestà e trasparenza. Siamo al governo dell’Abruzzo da meno di un anno. Un tempo che dovrebbe imporre al centrosinistra di tacere. Vengo regolarmente in Abruzzo per portare un collegamento con Roma e con Bruxelles. E sono finora molto contento de lavoro fatto”, ha assicurato Salvini.
Solo pochi giorni fa, ha lamentato invece Paolucci, è stata sottoscritta la nota dei tetti di spesa provvisori per il 2020, documento essenziale, che sottolinea l’ex assessore, doveva essere firmato entro il 31 dicembre 2019, e dove si indica un budget, per ciascun operatore, calibrato in questo caso sull’anno precedente, in base alle quali le Asl sono autorizzate intanto ad acquistare le prestazioni e pagare gli acconti, in attesa che si firmi il contratto vero e proprio.
Messa una pezza “provvisoria” per il 2020, resta però il nodo delle convenzioni relative al 2019, i contratti definitivi, che sbloccano il pagamento dei saldi. Solo in parte sottoscritte, e su cui c’è poca chiarezza, e che tante polemiche hanno sollevato in queste settimane. Nelle comunicazioni in risposta ad un quesito di Paolucci, di fine dicembre, le Asl provinciali di Chieti e L’Aquila, con un testo identico, scrivono di aver fatto i compiti a casa, ma non è chiaro se i contratti siano stati poi firmati anche dalla l’Azienda sanitaria di Pescara ammette che il lavoro non è ancora concluso, perchè “ci vogliono adeguati tempi tecnici”. Mentre la Asl di Teramo non risponde.




