L’AQUILA – Per fare anche all’Aquila l’exploit che i sondaggi a livello nazionale attribuiscono alla sua formazione politica, il comico Beppe Grillo ha puntato su una donna, la insegnante Enza Blundo.
È l’unica “quota rosa” tra gli otto candidati sindaco dell’Aquila, un fattore che Enza Blundo, aspirante primo cittadino sostenuta dal Movimento 5 stelle, considera “un ritardo culturale” della politica cittadina: “tutti si vantano di aver messo le donne in lista, voglio vedere a quante di loro sarà consentito realmente di governare”.
La Blundo proviene dai comitati cittadini che hanno animato il dibattito post-terremoto all’Aquila, un movimento che non ha saputo trovare la sintesi e si trova diviso in tre anime: quella dei “grillini”, quella dell’Aquila che vogliamo di Vincenzo Vittorini e quella dell’Appello per L’Aquila di Ettore Di Cesare.
“Ho provato a unire le forze civiche – sottolinea la candidata – ma alcuni non hanno voluto, inoltre nei loro programmi non ho trovato la radicalità del Movimento 5 stelle sotto il profilo della legalità e della partecipazione”.
Oltre alla politica “fatta di interessi e di tutele di parte”, a disgustare la Blundo sono “gli interessi che le banche hanno applicato ai mutui in sospeso per il sisma e la stretta sull’accesso al credito”.
Promette, nel caso in cui non dovesse essere lei ad andare al ballottaggio, che al secondo turno non appoggerà nessuno. Chiedendo agli elettori onesti di sostenere il movimento del comico genovese Beppe Grillo, annuncia invece che, in caso di vittoria, “il nostro Consiglio comunale sarà l’intera cittadinanza”.
Lei ha partecipato attivamente al movimentismo civico cittadino nato a seguito del terremoto, come mai la scelta di correre da sola e di non aderire a uno degli altri progetti messi in campo, per esempio, da Vincenzo Vittorini o Ettore Di Cesare?
Il tentativo di unire le forze civiche è stato il mio primo pensiero, già ad agosto avevo fatto un comunicato insieme ad un’altra persona, Antonio Congeduti, che come me crede nella necessità di dare vera voce e spazio decisionale alla cittadinanza tutta. Purtroppo alcune volontà non lo hanno permesso e poiché ho visto nei programmi delle altre candidature una carenza rispetto alla radicalità del Movimento 5 stelle dal punto di vista della legalità e della partecipazione, ho accettato la proposta che mi veniva fatta di candidarmi a sindaco del Movimento 5 stelle.
Il movimento di Beppe Grillo, di cui lei è portabandiera politica all’Aquila, è accreditato di un buon consenso a livello nazionale, crede che anche il capoluogo risponda positivamente all’appeal mediatico del comico genovese?
Non si tratta solo di appeal mediatico ma di principi validi sui quali si basa il movimento stesso: tutela della natura come bene prezioso per noi e per i nostri figli, rifiuto di una politica partitica fatta di interessi e di tutela di una sola parte, di non chiarezze e di interventi formali ed estemporanei, finalizzati al recupero dei voti. La gente è stufa e disgustata dell’illegalità, talmente estrema che non viene più neppure nascosta, la gente ha subìto sulla sua pelle le conseguenze di tutte le falsità e delle finte politiche sociali, crede che questo non ci sia nel nostro capoluogo? Noi speriamo in una risposta di coloro che sono sfiduciati della politica attuale, ci siamo messi in gioco lottando per un cambiamento e speriamo lo facciano anche loro.
Lei è l’unica donna candidato sindaco: una coincidenza o un ritardo civile della politica locale?
Certamente un ritardo, parlano ora di donne inserite in gran parte delle numerose liste che partecipano la competizione elettorale, mi chiedo a quante di esse verrà realmente consentito di governare. Nei fatti non sembra che la politica locale tuteli le donne, gli è stata persino preclusa a tutt’oggi la possibilità di prestare il loro lavoro nella raccolta macerie. Non si vogliono attrezzare i siti di raccolta con un secondo bagno chimico a servizio delle donne quando vi sono sprechi in altri campi.
È cosciente di partecipare alle elezioni più importanti della storia secolare dell’Aquila, alle prese con la sfida epocale della rinascita dopo il tragico terremoto del 6 aprile 2009?
Ne sono consapevole e lo ero pienamente anche quando ho accettato di partecipare, ma ritengo di aver fatto la scelta giusta per il bene della città e dei cittadini onesti e sfiduciati che la abitano, a loro ho dedicato e dedico tutto il mio impegno e da loro mi aspetto la possibilità di restituire a questa città un futuro dignitoso di speranza nel superamento di tutto il marcio che c’era già prima del sisma. La svolta di vero cambiamento che può avere L’Aquila sarebbe di esempio per l’Italia intera.
Che cosa pensa della situazione cittadina? La ricostruzione pesante ancora non decolla e il rilancio economico è una chimera.
La ricostruzione pesante ha visto un freno che si è allentato in vista delle elezioni: mi domando a chi e perché vengono dati i contributi e con quale criterio. A noi è molto chiaro il perché non decolla e quali sono i mezzi che stanno usando per giustificarsi, i soldi sono pochi e si aumenta la burocrazia per ritardare l’erogazione dei fondi; noi sospettiamo anche che non ci sia la volontà politica di risolvere questi problemi quando sono i cittadini che devono essere finanziati, mentre quando si tratta di spendere soldi per opere pubbliche si fa del tutto per stanziare le risorse. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo inserito nel programma il blocco degli interventi di opere pubbliche non necessarie al momento e concentrare tutte le erogazioni provenienti dal Cipe per la ricostruzione, su rendicontazione del Comune, esclusivamente per la riparazione delle case dei privati. Si devono mettere in moto sistemi finanziari affinché siano preferite maggiormente le ditte che utilizzano maestranze locali.
A quale progetto di città lavorerà in caso di vittoria?
Non siamo noi che dobbiamo lavorare ad un progetto di città, ma tutti i cittadini di buona volontà, nessun sindaco è titolato a fare un progetto di città se non è sostenuto dalla maggioranza dei cittadini. Essere eletto con un 15-20 per cento di aventi diritto al voto, questa è la percentuale che permetterà a un sindaco di governare L’Aquila e di poter decidere per tutti i cittadini, non dà sufficiente potere, morale e di buon senso. Per cui noi riteniamo che dovranno essere i cittadini a scegliere, anche su loro proposte, quale sia il progetto di città che intendono adottare, ma dovrà essere la maggioranza reale degli aquilani a scegliere, e non una maggioranza relativa o fittizia.
Che campagna elettorale si aspetta?
Quella che sto vivendo, con supremazia mediatica di chi ha le possibilità per tappezzare muri, autobus e giornali, di chi cerca di sfruttare il bombardamento pubblicitario per far credere e attirare consensi, ma spero che una cittadinanza che ha perso i propri cari per la forza mediatica di chi voleva tranquillizzarci, sia capace di autocritica e immune da tali pressioni.
Qual è la prima decisione che adotterà se dovesse vincere le elezioni?
Esaminare bene la reale situazione del Comune, le sue potenzialità e i suoi punti deboli e mi riferisco sia ai beni materiali che alle persone che vi operano all’interno. Ci sono ricchezze da mettere a frutto per far ripartire l’economia, ci sono questioni sulle quali fare chiarezza e cose storte da correggere. Tutto ciò però avverrà nella massima informazione della cittadinanza e nel coinvolgimento della stessa.
Oltre a molti cittadini in difficoltà, L’Aquila e il suo territorio presentano una forte crisi anche a livello imprenditoriale. Una situazione che si va a sovrapporre con la limitazione dell’accesso al credito, con lamentela in tal senso indirizzate anche alla Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, la più grande banca del territorio. Cosa pensa di fare su questo?
La crisi a livello imprenditoriale non è solo del nostro territorio, qui però si sta evidenziando un controsenso: da una parte la limitazione di accesso al credito, dall’altra la disponibilità di 90 milioni inutilizzati. Tralascio la questione Cassa di Risparmio che a me personalmente mi ha già dato disgusto quando ho saputo degli interessi caricati sui mutui sospesi, figuriamoci la non chiarezza tra l’utile dichiarato di 8 milioni e la stretta creditizia che sta mettendo in atto, per ciò che concerne invece l’accesso ai fondi penso di attivare un tavolo permanente di confronto e possibilmente di accordo che sviluppi temi e programmi in grado di rilanciare l’economia, gli investimenti e l’occupazione, consentirei una maggiore partecipazione di tutti gli imprenditori interessati alla programmazione delle politiche comunali per sviluppare una sintesi intelligente delle varie problematiche locali e, in particolare elaborando progetti organici e credibili di sviluppo.
Se alla fine dovesse perdere queste elezioni, quale e quanto sarà il suo impegno per L’Aquila?
Cercare di portare avanti sempre le nostre idee e coinvolgere il più possibile i cittadini a farle proprie, compresi gli altri amministratori con cui saremo chiamati a confrontarci.
Se non arriverà al ballottaggio che ne sarà del suo progetto politico? È favorevole a un eventuale apparentamento formale o meno? Con chi?
Il 5 stelle non appoggerà nessuno degli altri candidati al ballottaggio, successivamente come parte della minoranza ci adopereremo per valutare di volta in volta ciò che verrà proposto senza alcun preconcetto e con piena collaborazione ma solo in funzione del vero interesse pubblico. Inoltre nostro compito principale sarà quello di rendere ogni cosa pubblica, informare la cittadinanza e portare all’interno richieste e proposte emergenti dai cittadini e dai loro bisogni.
Se al contrario ci sarà lei allo spareggio, a quale elettorato si rivolgerà principalmente?
Agli onesti, a chi sa mettere l’interesse pubblico al di sopra dei suoi interessi e a tutti coloro che fino ad ora sono stati messi ai margini e schiacciati da una cattiva politica.
Teme il partito dell’astensionismo? Chi penalizzerà di più?
Più che temerlo per me ne ho timore per il futuro della città: non andare a votare o restituire la scheda elettorale non risolve nulla, anzi riproduce gli schemi del passato, inoltre denota assenza di spirito civico. Invito tutti ad andare a votare ed esercitare così il proprio diritto-dovere.
Otto candidati sindaco: è un’opportunità o una vergogna?
Non è una vergogna, semmai il segno palese di una frammentazione e di cose che non vanno, così come non è del tutto una vergogna che ci siano oltre 700 candidati, forse guardando all’aspetto positivo testimoniano la voglia di partecipare e in questo noi, se saremo vincenti, daremo una risposta chiara: il nostro Consiglio sarà l’intera cittadinanza.





