L’AQUILA – La capacità decisionale del chirurgo e la voglia di fare qualcosa per la sua città, sconquassata quella notte di tre anni fa, quando a volare insieme, tra i 309, furono anche sua moglie e la loro figlia.
È l’immagine di Vincenzo Vittorini, candidato della lista civica L’Aquila che vogliamo, vista attraverso gli occhi di uno dei suoi tre fratelli, Paolo, anche lui chirurgo, di un anno più giovane.
“Si può rinascere più volte nella vita – racconta ad AbruzzoWeb – Dopo il 6 aprile lui è rinato e ora ha una forza interiore talmente grande che potrebbe spostare anche una montagna con un dito”.
O decidere di fare il sindaco dell’Aquila in un momento così difficile.
Voi della famiglia avete appoggiato immediatamente la scelta di candidarsi?
La decisione è stata presa dopo che attorno a lui si era coagulato un certo consenso, derivato dal progetto di Lcv. Ha avuto fin da subito il sostegno di tutta la famiglia.
Quali sono le sue qualità?
Innanzitutto ha una grande capacità organizzativa, unita a spiccate doti comunicative. Si schiera sempre dalla parte dei deboli e dei bisognosi. Ha poi grandi motivazioni e competenze riguardo i problemi del territorio, frutto dello studio fatto in questi mesi con il movimento di cui fa parte.
La sua motivazione deriva anche dalla tragedia che ha vissuto con il terremoto. Il 6 aprile 2009 è stato come un’ascia, ha cambiato la vita di molte persone e costretto a rimettere indietro le lancette dell’orologio e ricominciare da capo.
Un suo difetto invece?
A volte è troppo altruista.
Suo fratello è un chirurgo, come lei, che però ha scelto di specializzarsi nel ramo dell’estetica. Quali doti del chirurgo potranno essergli utili per diventare un buon sindaco?
Un buon chirurgo deve avere grandi capacità decisionali. In una frazione di secondo deve decidere dove incidere, se risparmiare un vaso o un nervo.
All’Aquila ora bisogna agire come fa un giardiniere: tagliare i rami secchi e poi ricostruire, far tornare le piante a crescere. Sia la città che le persone, dopo le tragedie, possono rinascere.
Aveva mai pensato di fare il sindaco prima del 6 aprile di tre anni fa?
Non aveva in mente proprio questo, ma sicuramente la voglia di fare qualcosa per L’Aquila era già forte in lui.
Come sta affrontando la campagna elettorale?
In maniera molto serena, è pieno di energia.
Secondo lei, è pronto ad affrontare il peso delle responsabilità che avrà se dovesse essere eletto?
Nonostante il dolore e il dramma che si porta dentro, Vincenzo è molto più forte di prima. Dopo una tragedia del genere, si diventa talmente forti da poter spostare una montagna con un dito.





