LANCIANO – ”Noi non abbiamo sgomberato assolutamente niente, la richiesta è arrivata dall’azienda che ci ha rappresentato la situazione dicendo che c’erano dipendenti che impedivano l’accesso dei mezzi: siamo andati lì, abbiamo avuto anche la possibilità di interloquire proprio per capire e cercare di comprendere le ragioni che erano sul tavolo. Le operazioni si sono concluse in maniera pacifica, senza nessuna problematica, non ci sono stati episodi di violenza”.
Lo ha detto all’Ansa il questore di Chieti Ruggiero Borzacchiello a proposito dell’intervento della Polizia la scorsa notte dinanzi alla Faist, azienda di Lanciano che produce sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali, che ha deciso di trasferire la produzione a Perugia dismettendo lo stabilimento frentano che dà lavoro a 16 addetti.
“Faist ci aveva chiesto di intervenire per consentire ai camion di lasciare la fabbrica, noi abbiamo regolarizzato il flusso dei veicoli che uscivano dalla fabbrica: le altre motivazioni le lascio a chi di dovere – aggiunge Borzacchiello – Non siamo intervenuti in massa ma era un servizio minimo, non più di una decina di agenti, per assicurare che il tutto si svolgesse nella legalità: noi siamo semplicemente attori di legalità, non abbiamo altre motivazioni, abbiamo fatto solo la nostra parte che ci compete. Era una situazione di ordine pubblico – conclude Borzacchiello – che andava considerata e valutata, l’abbiamo fatta nel migliore dei modi, la nostra attività è quella di regolarizzare la legalità”.
“Massima solidarietà a lavoratrici e lavoratori della Faist di Lanciano che stanotte hanno subito l’intervento della polizia che ha sgomberato il presidio consentendo all’azienda di portare via macchinari”, dice Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista, in merito alla vicenda della Faist.
“È gravissimo che Prefetto e Questore abbiano messo la polizia al servizio dell’impresa contro lavoratori che difendono il posto di lavoro e il territorio. Siamo tornati ai tempi in cui le forze dell’ordine erano schierate a difesa del padrone? Ricordo che questore e prefetto dipendono dal governo e quindi va ritenuto responsabile il ministero dell’interno di quanto accaduto”, conclude Acerbo.



