L’AQUILA – “Occorre aprire al più presto una interlocuzione con la Regione sul problema delle liste di attesa, troppo lunghe, per accedere alle cure e all’assistenza dei bambini e ragazzi che presentano disturbi del neuro-sviluppo”.
L’appello arriva, al microfono di Abruzzoweb, dal professor Enzo Sechi, docente di Neuropsichiatria infantile e direttore di Unità operativa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a direzione universitaria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, che ha oggi presentato, in una gremita aula magna Touring dell’università, il master di primo livello “I disturbi del neurosviluppo in età evolutiva aspetti clinici e trattamento riabilitativo.
Il master è promosso dal dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) ed è stato scelto dal Consorzio San Stef. Ar. Abruzzo, centro ambulatoriale di riabilitazione accreditato con il sistema sanitario nazionale, per formare il suo personale.
Peccato, però, che molte famiglie ad oggi in Abruzzo, non possono permettersi un’assistenza, che ha costi elevati, e solo una parte trvano risposta dalle Asl.
E rivela Sechi: non si ha nemmeno contezza del numero esatto, e della tipologia di disturbo, perchè rivela il luminare, “la prima azione da mettere in campo sarebbe quella di un monitoraggio, una qualificazione esatta per ciascun territorio, e anche questa ad oggi non esiste. Sappiamo solo, alla luce della nostra esperienza quotidiana, che sono tante, troppe, le famiglie escluse dall’assistenza”.
Un problema che rimane nell’ombra, nei giorni in cui impazzala polemica sul Piano sanitario della Regione, bacchettato in più di un punto dal tavolo di monitoraggio del Ministero, come asserva il verble dell’incotro di novembre, in particolare sui tetti di spesa “elastici” delle cliniche private, e sulla proposta di riordino della rete ospedaliera.
Eppure ha ricordato Sechi, nel suo intervento all’aula magna Touring, ” i disturbi del neurosviluppo interessano una platea molto ampia, fino al 25 per cento, dei bambini e ragazzi dai 3 a 14 anni”.
Con tipologie diversificate, e che presuppongono percorsi di assistenza e terapia personalizzati e puntuali.
“Ci sono i disturbi della comunicazione – ha sintetizzato il docente – , ovvero principalmente un disturbo nella evoluzione e dello sviluppo del linguaggio. Poi abbiamo i bambini che hanno un disturbo dello spettro dell’autismo, e quello relativo ai bambini che hanno un disturbo dell’apprendimento scolastico. Inoltre abbiamo un altro gruppo molto importante e molto centrale, che soltanto da poco è stato inserito: i bambini che hanno una disabilità intellettiva, che un tempo venivano chiamati bambini con ritardo mentale e ritardo intellettivo. Ci sono infine i bambini con iperattività e con deficit dell’attenzione”.
Ultima sconsolata riflessione.
“La situazione in Abruzzo, rispetto alle altre Regioni, non è negativa -, nel senso che ci sono ottimi centri di neuropsichiatria infantile praticamente in tutte le Asl, come c’è la possibilità di dare una risposta riabilitativa per questi bambini anche nelle cliniche private convenzionate. Ma come detto il problema sono le liste di attesa per vedersi riconosciuto questo diritto all’assistenza, che con le loro risorse molte famiglie non possono permettersi. Sono anni che dalla Regione non riscontriamo risposte positive e soluzioni”.





