PESCARA – Il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Domenico Pettinari, è stato condannato a 200 euro di ammenda per non aver fornito le proprie generalità alla polizia.
I fatti si riferiscono al 14 novembre del 2015, quando l’inquilino dell’Emiciclo fu oggetto di contestazioni nel quartiere Fontanelle di Pescara. Venne chiamata la polizia e all’arrivo della volante i disturbatori si sono dileguati, così gli agenti come da prassi hanno chiesto le generalità dei presenti, tra cui Pettinari, che tra l’altro erano coloro che avevano allertato le forze dell’ordine.
Il consigliere si limitò a dire ai poliziotti chi fosse, sostenendo che ci fosse bisogno di esibire i documenti.
“Sono 10 anni che combatto contro il malaffare e contro la criminalità dilagante nel quartiere Fontanelle di Pescara – ha spiegato Pettinari su Facebook – Sono stato più volte oggetto, assieme ai valorosi cittadini onesti del posto, di atti intimidatori e violenze. Macchine bruciate, citofoni bruciati e portoni sfondati. E per questo insignito anche di un encomio solenne”.
“Abbiamo sempre sostenuto la gente onesta di questo quartiere nella lotta contro quelle 30 famiglie di criminali pluripregiudicati che detengono abusivamente gli alloggi popolari rischiando in prima persona anche la vita”.
“In una della mie ultime visite e conferenze stampa di denuncia in via Caduti per servizio siamo stati costretti a chiamare la polizia perché alcuni di questi pluripregiudicati si erano scagliati contro di noi e nello specifico contro un cameraman di una televisione – racconta – Arriva la polizia e riferisco di chiamarmi Domenico Pettinari (e quindi mi rendo riconoscibile anche se molti uomini delle forze dell’ordine mi conoscono benissimo) e di non avere i documenti in tasca bensì in macchina. Nessuno mi chiede altro. Infatti io non porto quasi mai i documenti addosso perché mi dà fastidio tenerli nella tasca del pantalone. Una cosa che fa veramente ridere”.






