L’AQUILA – Nel 2018 solo il 23,3 per cento dei cittadini abruzzesi hanno cercato lavoro tramite i Centri per l’impiego. E come nel resto dell’Italia predominanti restano i canali informali, costituiti da parenti, amici e conoscenti.

Del resto solo il 2 per cento ha trovato effettivamente lavoro tramite i Centri per l’impiego, che in Abruzzo hanno poco personale, e mal distribuito. Assenti i dati aggiornati su coloro che sono stati assunti effettivamente dalle poche imprese che avevano fatto domanda di personale. 

Sono solo alcune delle considerazioni contenute nell “Indagine di controllo sulla gestione dei Centri per l’impiego (Cpi)”, approvata dalla Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo della Corte dei conti, a inizio settembre.

Documento prezioso per avere contezza dello stato dell’arte dei 14 Cpi operanti in regione, più 19 sedi distaccate. 

Con la legge Delrio, i Cpi dalle Province sono passate in capo all’ente Regione, e avranno un ruolo determinante alla luce della fase due del reddito di cittadinanza.

Ovvero cercare un’occupazione per di più consona e ben retribuita, a 9.000 percettori di reddito di cittadinanza, che in base ai colloqui sono risultati “abili al lavoro”, su un totale 13.900 beneficiari. Dati questi aggiornati ad ottobre. 

Impresa non facile, in una Regione dove seppure la disoccupazione è leggermente scesa, ma che ha ancora ben 60mila persone in cerca disperata di lavoro, con il tasso di disoccupazione più alto nelle province di Pescara 11,7%, e Chieti 11,3%, e meno accentuato a Teramo, 10,1%, e L’Aquila, 9,8%.

E il quadro che tratteggia la Corte dei Conti, sul funzionamento dei Centri per l’impiego è di luci ed ombre, e rafforzano la prirorà da dare al loro rafforzamento, ora che diventano strategici, assieme ai 3mila navigator, di cui 54 in Abruzzo, assunti direttamente dall’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, per la partita del reddito di cittadinanza.

I centri per l’impiego in Abruzzo come detto sono 14 di cui 4 nella provincia di Chieti (Chieti, Lanciano, Vasto e Ortona), 4 in provincia di L’Aquila (L’Aquila, Sulmona, Castel di Sangro, Avezzano), 3 in provincia di Pescara (Pescara, Penne e Scafa), 3 in provincia di Teramo (Teramo, Giulianova e Roseto degli Abruzzi). 

Complessivamente i dipendenti sono 193, di cui 30 sono stati stabilizzati a fine 2018, con la trasformazione dei contratti stessi da part-time a full-time. Visto che il governo centrale sta incrementando le risorse, (un piano triennale nazionale per i Cpi prevede 160 milioni di euro per l’anno 2019, di 130 milioni di euro per l’anno 2020 e di 50 milioni di euro per l’anno 2021), anche la Regione potrà assumere a breve una quarantina di addetti aggiuntivi, e si è in attesa dei bandi.

Ma, prima stoccata della Corte dei Conti, è che “a fronte di un progressivo incremento delle risorse statali trasferite, si evidenzia come la Regione non abbia impiegato risorse proprie per il potenziamento dei Servizi pubblici per l’impiego, posto che il finanziamento dello stesso non può basarsi esclusivamente o in via maggioritaria su risorse europee, il cui utilizzo è sicuramente strategico per accompagnare una importante riforma strutturale, come quella in atto, ma che non può costituire, a regime, l’unica fonte di finanziamento”.

E così per il momento restano zone grige, per assenza di adeguate risorse umane, nei servizi erogati dai Cpi abruzzesi.

Per quanto riguarda infatti “accoglienza e informazione”, per la sottoscrizione della “dichiarazione di immediata disponibilità”, la “profilazione e l’aggiornamento della scheda anagrafico-professionale”, la Corte dei Conti, in base ai dati raccolti, giunge alla conclusione che i Cpi abruzzesi hanno adeguato personale. 

Le cose cambiano per il servizio di “orientamento di base”, dove servirebbero a regime 89 addetti, ma è operativo solo un quarto di essi, per l”‘orientamento specialistico”, dove ci sono solo il 16% dei 137 addetti che rappresenterebbe la squadra ottimale. E dato più preoccupante, per il “supporto all’inserimento o al reinserimento lavorativo”, servirebbero 455 addetti, ma ne è disponibile solo 3.3%.

Per di più il personale è mal distribuito tra i vari centri per l’Impiego: dove c’è più bisogno, visto ce il bacino dei disoccupati è più consistente, ce ne sono di meno.

Da questo punto di vista per prestazioni fornite di accoglienza, prima informazione e orientamento di base primo è il Cpi di Pescara, con 473 pratiche, a seguire quelli di Lanciano (247), Vasto (218), Avezzano (203) e Chieti (202).

Per quanto riguarda la Dichiarazione di immediata disponibilità (Did), primeggiano tra i Cpi quelli di Pescara con 4.710 sottoscrizioni, di Avezzano, 4.286, di Vasto 3.876, e dell’Aquila, 3.726.

Commenta la Corte dei Conti: “Allo stato, non appaia esservi un’omogenea distribuzione del personale tra i diversi Centri per l’impiego, alla luce dell’attuale platea di soggetti che usufruiscono dei relativi servizi. , considerato che si oscilla tra un rapporto Did rilasciate/numero operatori pari a 96,5 nella Provincia dell’Aquila, a fronte di un rapporto di 342 a Teramo, che supera di poco il dato relativo alla Provincia di Chieti (339,9). Tale elemento dovrà essere tenuto in considerazione ai fini della distribuzione del personale successivamente assunto”.

Infine c’è poi un dato essenziale, quello delle “richieste di personale da parte dei datori di lavoro” detto in gergo tecnico “vacancies”. Nel 2018 sono stati 1.955, e primo è il Cpi di Roseto con 305 richeste, seconda Pescara con 255, terza L’Aquila con 254.

Manca però il dato essenziale: quanti poi sono stati effettivamente assunti, degli iscritti al Cpi, dopo aver sostenuto in colloquio.

La Regione ha spiegato alla Corte di Conti, che  “i dati sono parziali, in particolare per quelli riguardanti l’effettivo incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, in quanto non tutte le aziende a cui vengono inviate le candidature preselezionate dai CPI comunicano agli uffici gli esiti delle selezioni”.

I pochi dati disponibili però non fanno ben sperare: ad Avezzano sono stati assunti 11 su 73, a Sulmona 8 su 28, meglio a Chieti, con 61 su 201, e ad Ortona 22 su 66, a Lanciano 58 su 167.

Nessun dato disponibile per altri Cpi e relativi territori.