MONTESILVANO – Via i poveri da vicino le nostre case e i nostri negozi: i commercianti ei residenti di corsoUmberto di Montesilvano (Pescara), in pieno centro, sono scesi sul piede di guerra per dire no all’apertura del centro Caritas, con mensa e punto di distribuzione pacchi alimentari in un locale del civico 346, con conseguente di via vai di poveri, tra cui molti immigrati, la cui assidua presenza rovinerebbe, a loro dire, l’immagine e il decoro della strada con effetti negativi per il business.
Sul centro Caritas c’è però anche chi contesta il fatto che dovrebbe aprire in un edifico privato, con costi molto elevati, quando invece ci sono edifici pubblici vuoti e inutilizzati.
“Non siamo contrari alla mensa, ma non qui – protesta uno dei commercianti del centro storico – perchè il via vai di persone danneggerà l’immagine del corso, dove ci sono queste strutture poi arrivano anche gli ubriachi e si scatenano le risse. I poveri non possono essere aiutati a danno di noi commercianti”.
Di parere ovviamente opposto don Marco Pagniello, responsabile della Caritas Penne-Pescara.
“I poveri esistono, ed è nostro dovere aiutarli, non nasconderli, non comprendo le preoccupazioni di residenti e commercianti, dove ci sono altre mense dei poveri, non si verificano incidenti e disagi di nessun tipo”.
Va giù duro il consigliere Mauro Orsini della maggioranza di centro destra, guidata da Francesco Maragno.
“A chiacchiere tutti sono disposti ad aiutare il prossimo, poi gli straccioni sotto casa non ce li vogliono perchè li considerano uno spettacolo indecoroso”.
La consigliera salviniana Manola Musa invece è pronta a dare battaglia non contro l’apertura di una nuova mensa, ma contro la scelta di prendere in affitto un locale privato che è di proprietà del costruttore Alesio Carletti che ha vinto il bando del Comune offrendo i locali a 4.200 euro al mese con un contratto della durata di 6 anni, con possibilità di riscatto. Musa infatti osserva che “ci sono alternative valide in stabili privati più economici, e soprattutto in quelli pubblici inutilizzati, come l’ex stazione Fea di via Michetti”.
Sullo stesso fronte il Movimento 5 stelle che ritene più opportuno ed economico localizzare la mensa e l’emporio solidale in Villa Fanini, che “oggi è abbandonata e alla mercè di vandali e senza tetto”






