PESCARA – Si lavora senza sosta per la vertenza Brioni, la holding francese Kering, che riguarda l’ esubero di 400 lavoratori, su 1.200, impiegati negli stabilimenti dell’area Vestina, nel Pescarese, con un indotto diretto e indiretto di circa 2.000 persone.

Nella sede della Regione Abruzzo in via Passolanciano a Pescara si è trattato ad oltranza.

Dopo tre ore di incontro la rappresentanza della proprietà della Brioni, Roman Style, ieri ha abbandonato il tavolo comune di lavoro iniziato nel primo pomeriggio alla presenza del vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, per incontrarsi separatamente con l’amministratore regionale.

All’incontro hanno partecipato inoltre il sindaco di Penne (Pescara) Rocco D’Alfonso, il direttore generale di Confindustria, Luigi Di Giosaffatte, e i rappresentanti delle tre sigle sindacali, Domenico Ronca (Cgil), Umberto Coccia e Leonardo D’Addazio (Cisl) e Luca Piersante (Uil).

“Siamo, spero, vicini ad un esito. L’azienda ha chiesto – ha riferito Lolli – di riflettere sulle proposte uscite fuori in questo incontro. Questa sera (ieri per chi legge, ndr) non ci sarà nessuna soluzione definitiva, ma speriamo in un ulteriore passo verso una soluzione che possa essere accettabile. Vorrei comunque spiegare ai cittadini abruzzesi che stiamo parlando di un dramma che riguarda quasi mille persone e che la riduzione dell’orario di lavoro con la riduzione di salario non é una bella soluzione. E, comunque, alla fine, alcune persone, spero il minor numero possibile, andranno a casa. Se poi riusciremo a ottenere il risultato che vogliamo e che vadano a casa solo quelli che ci vanno volontariamente e con un incentivo é una cosa meno dura. Tutto nasce, voglio spiegare – ha aggiunto il vicepresidente della Regione – da una crisi reale ma, ciascuno rinunciando a qualcosa, potremo riuscire a trovare un accordo che per il territorio rappresenterebbe un punto positivo, perché in caso contrario tutto diventerà più difficile”.

“Il problema vero di questa trattativa é: una volta che abbiamo messo in campo una mobilità volontaria, a chi non dovesse accettarla, cosa succederà?”, ha sottolineato ancora Lolli.

Dal punto di vista dei sindacati “la situazione – ha detto D’Addazio (Cisl) – é molto delicata. Stiamo continuando a trattare ed eventualmente valuteremo la situazione e riconvocarci a Roma presso il ministero”.

“La questione degli ammortizzatori sociali é uno degli obiettivi che ci siamo posti – ha detto Ronca della Cgil – ma al momento non siamo in grado di parlare di una situazione che possa essere risolutiva”.

“La Brioni si é ritirata nella stanza del vice presidente Lolli – ha detto Piersante della Uil – ma noi vogliamo continuare a trattare ad oltranza”.