PESCARA – Un messaggio pubblicato erroneamente sulla bacheca Facebook del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Domenico Pettinari, che il vice commissario della Mobile di Pescara Giancarlo Pavone era convinto di inviare privatamente al politico, al centro di un nuovo scontro sullo sfondo dell’inchiesta sulla City, la nuova sede unica della Regione nel capoluogo adriatico.
I sindacati di polizia, a due settimane dal durissimo intervento del presidente Luciano D’Alfonso in Consiglio regionale, hanno intanto rotto il tabù svelando l’identità dell’agente preso di mira in Aula e stanno ora conducendo una battaglia in sua difesa.
I consiglieri del Movimento Cinque Stelle, intanto, attaccano: “Ci chiediamo, qualora sia vero quanto riportato dal quotidiano, come sia possibile che un commento rimasto pochi secondi su una pagina social venga immediatamente notato e segnalato da qualcuno vicino al presidente D’Alfonso. È una semplice, ma alquanto improbabile, coincidenza o magari c’è qualcuno che monitora continuamente l’operato degli eletti del M5S?”.
“Insomma come ha fatto D’Alfonso a venire a conoscenza di un commento apparso pochi secondi su una pagina facebook?”, si chiedono il deputato Gianluca Vacca e Pettinari.
“Io stesso non ho neanche fatto in tempo a leggere il presunto commento di Pavone, che ricordiamolo nulla aveva a che fare con le inchieste sulla City, eppure qualcuno sembra sia riuscito in pochi secondi a leggerlo, copiarlo e inviarlo al presidente D’Alfonso”, continuano.
“Nel ribadire la nostra più totale solidarietà alla Squadra Mobile e all’operato delle forze inquirenti, e contestualmente la nostra ferma condanna per gli attacchi del presidente, e in attesa che anche l’interrogazione parlamentare faccia chiarezza sulle eventuali ingerenze del mondo politico su indagini delicatissime in corso, ci riserviamo d’intraprendere tutte le azioni possibili per fare luce su questo ulteriore aspetto inquietante della vicenda”, concludono.
“Quindi è per questo che l’Abruzzo va a rotoli?”, si domanda invece la consigliera Sara Marcozzi. “Il presidente D’Alfonso e il suo staff sono sempre su Facebook? Sarebbe interessante sapere se ‘l’addetto allo screenshot’ delle nostre pagine è pagato con i soldi degli abruzzesi!”.
“Non mi stupirei se qualcun altro fosse pagato anche per pedinarci! Sono queste le priorità del presidente? Ci sono cose ben più importanti a cui pensare: il calo dell’occupazione, le aziende che chiudono ogni giorno, l’aeroporto a rischio, il mare più inquinato di sempre, gli ospedali che chiudono e il presidente pensa a Facebook? Spegnesse il computer e cominciasse a pensare al benessere degli abruzzesi!”, conclude.






