L’AQUILA – Niente trote nel fiume Aterno per l’apertura della stagione della pesca “per colpa della Provincia dell’Aquila”.
Lo denuncia il consigliere comunale dell’Aquila di Forza Italia Roberto Tinari.
“Credo sia la prima volta che succede una cosa del genere da quando esiste la provincia dell’Aquila – polemizza Tinari – e tantissimi appassionati sono rimasti con l’amaro in boccca. Questa è una vergogna, una mancanza di rispetto per tutti gli appassionati di pesca che puntualmente hanno versato, per la prima volta invano, le tasse senza ricevere in cambio la soddisfazione di riicevere una notizia sulla mancata immissione delle trote”.
“Vedremo dove sono finiti i soldi versate dai pescatori Aquilani”, conclude Tinari.
MAZZOCCHI-ALFONSI, ”VICENDA INGIUSTIFICABILE, PROVINCIA NON BUTTA I PESCI”
“La Provincia dell’Aquila non butta i pesci. Non è uno scherzo né una provocazione ma un’amara verità, una constatazione di fatto”, commentano i consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi e Gianluca Alfonsi.
“Alla luce di informazioni acquisite dai gestori – scrivono i due in una nota – concessionari dei tratti di fiume della Provincia dell’Aquila e dal consigliere comunale Tinari, abbiamo appreso, con preoccupazione, che l’amministrazione provinciale, settore pesca, non ha ottemperato al consueto ripopolamento di trote”.
“Si perde nella notte dei tempi – proseguono – questo rituale per il quale la Provincia dispone di apposite vasche di preparazione ed a cui, spesso, hanno fatto ricorso anche altre province. Chiediamo al Presidente della Provincia dell’Aquila di riferire subito in Consiglio provinciale della vicenda che troviamo ingiustificabile, anche in considerazione della riforma Delrio e della maggiore premura che avrebbe dovuto avere l’Ente proprio in vista del riassorbimento della funzione pesca in seno alla Regione Abruzzo. Non vorremmo che le faccende burocratiche dalfonsiane possano danneggiare irreparabilmente gli equilibri biologico faunistici dei corsi d’acqua impoveriti di pesca”.
“E speriamo, appunto, di non doverne vedere passare troppa di acqua senza che il problema sia risolto ad esclusivo vantaggio del nostro preziosissimo ambiente”, concludono.



