L’AQUILA – All’indomani del voto contrario espresso dal Consiglio comunale dell’Aquila sul crocifisso in Aula, AbruzzoWeb ospita la riflessione di Giorgio Spacca, medico e consigliere comunale del Pd.
LA LETTERA
Egregio direttore,
si torna costantemente a parlare della questione del crocifisso nell’aula consiliare e il suo giornale on-line ne segue, come sempre attentamente, il dibattito.
Preferisco intervenire ora, “a freddo”, sulla questione se Lei me ne offre la possibilità.
Come è noto nell’ultimo consiglio comunale è stato definitivamente bocciato l’ordine del giorno che riproponeva il posizionamento del simbolo cristiano nell’aula stessa e tutto ciò ha nuovamente innescato giuste e doverose prese di posizioneprovenienti da varie parti.
Sia nel dibattito in aula che in quello sui giornali mi è parso di non vedere citate le prime motivazioni date dall’assessore Betty Leone alla proposta di evitare la presenza di “simboli religiosi” nel rispetto della “laicità dello Stato”.
La motivazione dell’assessore, da me pienamente condivisa, puo’ essere riassunta in una espressione di altri “…la risposta stia nella forte affermazione della laicità dello Stato. La laicità è il presupposto del pluralismo, che è tratto ineliminabile delle democrazie” (questo era l’invito fatto).
Vede Direttore, come lei sa, questa problematica è stata oggetto di profonde discussioni affrontate negli anni e a vari livelli da politici di rango (Violante, Pera, Novelli…), da giornalisti, anche questi di enorme spessore culturale (Eugenio Scalfari, Igor Man, Corrado Augias, Paolo Mieli…), da intellettuali (come Giovanni Sartori, Gianni Vattimo, Umberto Eco, Massimo Cacciari…) ed è molto interessante andare a rileggere le loro posizioni non affatto scontate ma frutto di profonde riflessioni e di confronti epistolari che denotano un elevatissimo spessore raggiunto dal dibattito.
Esistono persone coinvolte in scelte effettuate negli anni che hanno subìto processi per posizioni assunte nello svolgimento del proprio ruolo o compito istituzionale.
Sono andato a rileggere, in questi giorni, alcune loro motivazioni che non posso non riassumere che con l’espressione “pro o contro” ma è proprio questo pro-contro che va eliminato!
Raccogliere 820 firme “pro” cosa significa …doverne raccogliere 1.640 “contro…”?
Venire in Consiglio comunale con un crocifisso sulle spalle (proposta credo “provocatoria” del mio fraterno amico Celso Cioni) risolverebbe forse il problema?
È nella natura stessa della discussione la difficoltà interpretativa del problema e il fatto stesso che la tematica è di “elevato livello” non impone prendere posizione “per forza” ma impone di andare a rileggere sentenze e discussioni già avvenute.
Non è possibile qui riprodurre tutte le riflessioni proposte ma vorrei motivare solamente il senso della mia posizione (ammesso che ciò possa interessare a qualcuno…) e quindi succintamente concludo con due riflessioni che ben sintetizzano tutto ciò che è stato detto e che si puo’ dire.
Mi domando: è corretta l’espressione di Mario Cicala (magistrato già presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati) che commentando la famosa ordinanza Montanaro (si proprio quella dell’allora magistrato a L’Aquila sulla vicenda Adel Smith) conclude dicendo “…le minoranze debbono prendere serenamente atto dei modi di essere, di sentire, di esprimersi della maggioranza. Erispettarli!…”?
O è più corretta la posizione di Giovanna Zincone (giornalista de la Repubblica) che succintamente riassumo “…vanno tenuti nella giusta considerazione i princìpi di laicità e di uguaglianza non ignorando quale è il profilo della laicità definito nelle sentenze della Corte Costituzionale… e come lo Stato laico è quello Stato che non rivela in alcuno dei suoi atti, anche minimi, anche marginali l’adesione a valori che possono essere ricondotti a concezioni religiose…”?
A mio modo di vedere e parlo solo a titolo personale “…questa visione di Stato laico costituirebbe una necessaria conseguenza del principio di libertà religiosa e del principio di uguaglianza…” che tutti ci tutela e garantisce!
Come sempre grazie dell’ospitalità
Giorgio Spacca





