TERAMO – “Il segretario del partito non ne sapeva nulla, ha fatto un’azione a difesa della dignità partito, la nomina non è stata certo gradita, sono io il primo a non fare mai queste cose che coinvolgono l’aspetto personale. Ora serve una verifica con l’assessore, poi il partito prenderà una decisione”.
Dalle parole del segretario abruzzese della Lega, il deputato Giuseppe Bellachioma, sembra chiaro che ogni decisione è aperta sul caso Fioretti esploso in seno a Carroccio abruzzese dopo la nomina dell’avvocato Caterina Longo, moglie dell’assessore regionale al Lavoro Piero Fioretti, nella commissione per le adozioni internazionali.
Bellachioma, una volta venuto a conoscenza della “parentopoli”, ha alzato la voce dopo aver saputo della nomina, comunicata tra l’altro con una nota ufficiale della Presidenza della regione.
Gli oppositori del Pd, scendono in campo contro la Lega e il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, accusato anche dai salviniani di essere stato d’accordo con Fioretti.
I vertici del partito azionista di maggioranza, accusato achedella coalizione di centrodestra valuta ogni ipotesi, anche quello della revoca della delega all’assessore tecnico fortemente voluto dallo stesso Bellachioma, ma ora in disgrazia con lo stesso deputato. Un epilogo traumatico che esporrebbe il centrodestra ad un mini rimpasto a sette mesi dal trionfo alle elezioni del 10 febbraio scorso.
Certo, conseguenze ce ne saranno, le ‘pene’ mitigate sarebbero una dura reprimenda nei confonti di Fioretti e le dimissioni della neo nominata. E comunque in molti nel partito sono arrabbiati perché il caso Fioretti giunge proprio nelle ore immediatamente successive al soffertissimo ed inutile sì, come sesta regione, al quesito referendario maggioritario, voluto da Salvini, da parte del Consiglio regionale abruzzese di giovedì a mezzanotte.
Da fonti della Lega emerge che l’ultima parola spetta al leader nazionale, Matteo Salvini, che sarà domani in Abruzzo per fare il punto della situazione abruzzese. E la scelta non sarà indolore anche per la coalizione: una prova ancora nelle parole di Bellachioma: “l’assessore deve fare le sue valutazioni – spiega ancora il deputato vicino a Salvini, che allarga il discorso delle responsabilità anche al governatore abruzzese, Marsilio: “Il presidente ne era consapevole, lui dice di no, io dico di sì”.
Molto pungente il Pd: “La Lega ci deve una spiegazione. Salvini venga a dire agli abruzzesi se condivide e avalla quanto accaduto, che ci riporta ad un passato sempre più lontano dalla comunità e da quello che la nostra regione merita – attaccano Silvio Paolucci, capogruppo, Dino Pepe, vice, e Antonio Blasioli.
Anche Sara Marcozzi (M5S) va all’attacco: “Se Fioretti dovesse rassegnare le proprie dimissioni per far spazio all’attuale Capogruppo della Lega Pietro Quaresimale. Sarebbe invece un sintomo di continuità nella linea politica dettata dal centro destra, fondata sulla continua creazione di nuove poltrone. Infatti, nel caso in cui questa sostituzione dovesse realmente concretizzarsi, sarebbe attivato lo strumento della surroga, con Quaresimale esentato dal ruolo di Consigliere regionale per lasciare spazio a un altro dei candidati delle elezioni del 10 febbraio che però, numeri alla mano, non è stato eletto dai cittadini”.






