L’AQUILA – La scoperta è di proporzioni a dir poco storiche ed ha ovviamente fatto il giro del mondo, ma dietro ogni grande evento può esserci qualcosa che non va.
Dopo la scoperta dell’esistenza delle onde gravitazionali previste da Albert Einstein esistono, scoperta che porta anche la firma dell’Aquila con il Gran Sasso Science Institute (Gssi), ecco che spunta l’ombra, pesante, del precariato nel mondo scientifico.
A parlarne sulle pagine del Corriere della sera, il giorno dopo la scoperta del secolo, è Ernesto Filoni, 47 anni, che lavora da vent’anni nella sede torinese dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).
“Oggi – le parole di Filoni – nessuno si ricorda dello stipendio, c’è un grande entusiasmo. Ma basta soffermarsi sul fatto che nessuno dei fisici coinvolti nel progetto avrà alcun riconoscimento, né di carriera né economico, che l’allegria si smorza. In qualsiasi altro Paese europeo sarebbe diverso”.
I precari, poi, spiega, “sono più di 300 su 1900 persone che lavorano nelle 24 sedi sparse per l’Italia. Molti hanno contratti a tempo determinato da 12 anni, e finché la Corte costituzionale non si pronuncerà per sancire l’illegalità della reiterazione dei contratti, sulla scia di quanto detto dalla Corte di giustizia europea, potranno andare avanti a oltranza. Non si bandiscono nuovi concorsi perché dal 2010 c’è il turnover tagliato, ogni due ricercatori che vanno in pensione se ne può assumere uno solo, ma c’è ancora una vecchia graduatoria a cui attingere. Quando io sono stato assunto, nel 1998, a tempo indeterminato, pensavo di aver atteso molto: ora sono niente rispetto ai precari di oggi”.
Ma la situazione del personale amministrativo “è anche peggiore, non ci sono posti in pianta organica per poterli assumere, e se ci fossero andrebbero al personale delle Province dismesse: cioè impiegati che non hanno alcuna idea delle rendicontazioni dei progetti per l’Europa, del dialogo con gli altri enti di ricerca internazionale, di quel tipo di competenze che hanno i nostri amministrativi, per capirci. E che sono fondamentali per coadiuvare i progetti di ricerca”.
Situazione dura, anche perché, continua nell’analisi Filoni, “i tecnici e i ricercatori sono quelli che guadagnano di meno rispetto a quelli degli altri enti, abbiamo il salario accessorio più basso di tutti. I tecnici neo assunti guadagnano sui 1.300-1.400 euro, i ricercatori sui 1.500 euro: circa la metà rispetto ai nostri colleghi europei. E visto che negli ultimi anni il fondo ordinario per la ricerca è stato sempre tagliato, i nostri fisici cercano disperatamente dei finanziamenti all’esterno per i loro progetti. Ma quando lo trovano, non hanno alcun riconoscimento, nessun premio di produttività, come accadrebbe in qualsiasi azienda. Nessun avanzamento di carriera, perché le carriere sono bloccate”.
Poca fiducia è riposta nei confronti del ministro Giannini, con quella promessa di 2 miliardi per la ricerca nel 2015 che non entusiasma perché, appunto, la fiducia è ai minimi storici.
Quei soldi, tuona Filoni, “vogliamo vederli, e soprattutto vogliamo vedere le assunzioni. L’ultima legge di Stabilità ha messo 300 milioni su tutto il Pubblico impiego. Scoraggiante”.
Nonostante tutto, però, il “clima è ottimo, siamo tutti convinti di fare il lavoro più bello del mondo, e andiamo avanti con spirito di sacrificio e abnegazione. Ma qualcosa comincia a scricchiolare. Ora siamo in mobilitazione ma quando a fine gennaio abbiamo convocato un’assemblea in videoconferenza abbiamo sentito che qualcosa sta cominciando a scricchiolare”.
Le onde gravitazionali, va ricordato, le ha rilevate lo strumento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), in Usa, e i dati sono stati analizzati dalle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo; quest’ultima fa capo allo European Gravitational Observatory (Ego) fondato e finanziato da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (presente anche all’Aquila) e Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs).
L’Infn partecipa a Virgo con le proprie Sezioni presso le università di Pisa, Firenze con il gruppo di ricerca di Urbino, Perugia, Genova, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Napoli, Padova, e i Centri Nazionali Tifpa di Trento e il già citato Gran Sasso Science Institute dell’Aquila.



