L’AQUILA – Approvato in via definitiva oggi in Senato, in ultima lettura, il Ddl appalti, che comprende le clausole sociali nei cambi di appalto dei call center, norma che prevede la prosecuzione dei rapporti di lavoro già esistenti in caso di successione di imprese negli appalti con il medesimo committente e la protezione dei trattamenti economici e normativi contenuti nei contratti collettivi, cosa poco gradita a committenti e Confindustria ma con all’orizzonte il possibile ostacolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). 

La buona notizia arriva in un clima teso per i call center, dopo l’ennesimo allarme lanciato proprio ieri, stavolta dalla senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, che aveva parlato di rischio concreto di veder andare in fumo migliaia di posti di lavoro solo all’Aquila e dintorni.

“Con il nuovo Codice – il commento di Pezzopane dopo l’approvazione in Senato – si semplificano e si rendono più trasparenti le procedure, garantendo costi, tempi e norme certe e soprattutto una burocrazia più leggera. Tra le novità più importanti introdotte dal nuovo codice vi è  anche la ‘clausola sociale’, che garantisce la stabilità dell’occupazione”.

“In sostanza – continua la senatrice – la clausola sociale introduce l’obbligo a riassumere i lavoratori in caso di aggiudicazioni di gare pubbliche, da cui derivi un nuovo gestore di servizi. Una novità importante che tutela numerosi lavoratori, con un occhio particolare alla situazione nei call center, dove l’avvicendamento è più frequente. Dunque laddove subentri una nuova impresa, la clausola sociale tutela i lavoratori già impiegati. Una battaglia che ho portato avanti come componente della Commissione Lavoro in Senato, insieme ad altre colleghe e colleghi e che siamo riusciti a portare a casa anche grazie al ministro Graziano Delrio e alla sottosegretaria Teresa Bellanova“.

“È una giornata storica per le lavoratrici e i lavoratori del settore customer – dice in una nota Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil – che vedono finalmente tutelata la loro continuità occupazionale. Un risultato importante, che è stato possibile raggiungere anche grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno sostenuto questa battaglia con mobilitazioni durante tutto l’iter parlamentare, oltre che dei 18 mila cittadini che hanno firmato la petizione su change.org a sostegno della clausola sociale. Con l’approvazione definitiva di questa norma il Parlamento ha finalmente riportato l’Italia in linea con il resto dell’Europa, dimostrando di voler fare passi avanti per riequilibrare un sistema illogico e costoso per la collettività e i lavoratori”.

“Slc Cgil plaude all’esito positivo del voto e auspica che questo sia l’inizio di una maggiore disponibilità delle istituzioni ad affrontare la necessaria fase di riordino complessivo del settore dei call center. Da settimane ormai Slc Cgil sottolinea l’incongruenza della discussione parlamentare di questa norma con l’assegnazione degli appalti di Poste Italiane e Enel – aziende pubbliche – sotto il costo del lavoro”, conclude Cestaro.