L’AQUILA – Arriverà in Giunta a gennaio il piano d’assetto per la rimozione del ponte di via Roma e del terrapieno, che si trova a pochi metri dalla riscoperta area archeologica di Porta Barete, all’Aquila.

Lo annuncia l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.

“Stiamo lavorando al piano d’assetto che è quasi pronto – afferma – Il recupero dell’area passa assolutamente per l’abbattimento del viadotto e della prima parte di via Roma”. 

L’abbattimento del ponte che è sempre stato nei piani dell’amministrazione seguirà la fine del restauro delle mura urbiche di via Vicentini iniziata la scorsa estate i cui lavori sono curati dalla Soprintendenza unica. 

“L’idea è quella di creare camminamenti alberati e un’area verde intorno a Porta Barete. Si dovrà fare la gara per i lavori, e considerando i tempi, potremmo iniziare con il cantiere già alla fine della primavera prossima – aggiunge Di Stefano –  Oltre a questo inoltre stiamo studiando la possibilità di allontanare definitivamente il traffico che ora è troppo vicino all’area archeologica”. 

Intanto è iniziato l’esodo dei condomini del civico 207, intenzionati ad accettare le soluzioni di indennizzo o di permuta degli appartamenti proposte dal Comune. 

La conferma arriva dagli uffici dell’amministrazione dove a breve si avvieranno le pratiche per gli inquilini che hanno scelto di non tornare a vivere nella palazzina la cui ricostruzione cozza con la valorizzazione del riscoperto sito archeologico di Porta Barete.

“Sono già 5 gli inquilini, compreso me,  proprietari in totale di 7 appartamenti che vogliono andare via e accettare le abitazioni sostitutive”, afferma il dottor Dino Facchini, noto e stimato ginecologo che è vissuto per 40 anni al civico 207 e che nell’edificio, insieme ai suoi due figli, possiede tre appartamenti.

Facchini è stato il primo a spaccare il fronte degli inquilini, rimasti per due anni compatti sull’idea di ricostruire l’edificio com’era e dov’era. 

“Sono 7 appartamenti su 17, quindi oltre un terzo del totale – afferma – Lì ho passato la mia vita familiare e professionale, ma pur rimettendoci, sono felice di poter contribuire ad aprire una passeggiata archeologica alla città”

Da agosto la Soprintendenza ha perfezionato il precedente vincolo che era stato annullato in sede di ricorso amministrativo dei condomini perché non notificato singolarmente a ognuno di loro. A novembre poi è arrivato lo stop provvisorio alla ricostruzione del civico da parte del Tar che ha la richiesta di sospensiva inserita nel ricorso dei condomini contro il nuovo vincolo. 

“Sono stato felice della sentenza del Tar e devo ringraziare il Comune e l’assessore di Stefano che ci hanno offerto valide alternative abitative – aggiunge Facchini – Tante personalità cittadine si sono complimentate con me per questa presa di posizione che ha segnato la rottura e l’apertura delle trattative anche per altri condomini”.

Nel frattempo, come precisa Di Stefano, la Giunta ha approvato la delibera per le permute degli appartamenti. 

“Ora i condomini hanno tutti gli strumenti per potersi muovere – conclude – Il Comune ha messo in campo le azioni necessarie”.