L’AQUILA – “Sui danni causati dalle calamità naturali dei giorni scorsi e che hanno notevolmente deteriorato le principali produzioni agricole della nostra regione quali ortaggi, vigneti, uliveti, frutteti, florovivaismo e le produzioni cerealicole, ho interessato l’assessore al ramo e vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, che con gli uffici sta istruendo la procedura per verificare i presupposti, in base al decreto legislativo 102 del 2004, ai fini di inoltrare la richiesta di stato di calamità naturale”.

Lo fa sapere in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia.

“C’è forte preoccupazione soprattutto per l’area del Fucino dove si registrano dati molto allarmanti che già mettono in ginocchio molte aziende dedite alla coltivazione orticola – osserva Verrecchia – L’accumulo delle abbondanti piogge alluvionali ha compromesso e sta compromettendo, tra l’altro, la coltivazione di patate, insalate, finocchi,carote, radicchio,cipolle e piselli. Garantisco, insieme a tutti gli organi regionali competenti, massima attenzione e impegno a seguire la vicenda che riguarda i territori abruzzesi interessati”.

Ad avanzare la richiesta, già nei giorni scorsi Coldiretti Abruzzo.

Vigne impraticabili per poter effettuare i trattamenti, cereali completamente allettati, campi di ortaggi inondati.

A soffrire del violento cambiamento meteo sono tutte le colture ma principalmente gli ortaggi – con particolare riferimento nella zona del Fucino considerato l’orto di Italia – insieme ai cereali che sono stati “allettati” dalle acque e ai vigneti, in cui la pioggia prima e il fango dopo hanno impedito finora di svolgere i trattamenti necessari a contrastare l’attacco della peronospora e dello oidio e di altri parassiti della vite.

“La pioggia era attesa da mesi per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali che si stanno susseguendo da giorni stanno provocando danni irreversibili alle produzioni principali della regione – dice Roberto Rampazzo, direttore Coldiretti Abruzzo – gli areali interessati alla riduzione di produzione sono ascrivibili a tutte e quattro le province determinando una notevole perdita economica”.

“Se poi si considera la provincia dell’Aquila, soprattutto nella parte del Fucino, i dati diventano catastrofici con riguardo alle coltivazioni orticole a causa dell’accumulo di acqua nei campi derivante dalle piogge alluvionali con conseguente asfissia totale dei vegetali coltivati e il mancato  trattamenti dei parassiti, data l’impossibilità di entrare nei campi inondati fango”.

“Stesso drammatico dato nelle province di Chieti, Pescara e Teramo –  conclude Rampazzo – nelle quali le coltivazioni sono state compromesse e la pioggia sta generando disagi su viticoltura anche per l’impossibilità di accedere ai vigneti ed effettuare i trattamenti necessari a causa dell’eccesso idrico”.

Disagi anche per l’apicoltura. Le piogge incessanti di certo non aiutano nel momento dell’anno più importante per la fioritura e la produzione di miele. Una ulteriore mazzata per un settore che, negli ultimi dieci anni, ha visto una diminuzione importante della produzione a causa delle anomali climatiche.

Coldiretti, stante la situazione complessiva, ha chiesto di effettuare la procedura di delimitazione del territorio danneggiato alla Regione Abruzzo e di accertare i danni conseguenti per deliberare al più presto la proposta di declaratoria dell’eccezionalità degli eventi alluvionali per attivare così lo stato di calamità.

“Chiediamo inoltre – sottolinea Rampazzo – che venga attività immediatamente un tavolo di crisi dedicato, al fine di capire se esistono ulteriori interventi da farsi e valutare meglio la situazione e il prossimo futuro, tuttora incerto visto il perseverare del maltempo”.