L’AQUILA – Proroghe in vista per 165 lavoratori della ricostruzione post-sisma, a vari livelli e contratti scaduti o in scadenza, grazie a due emendamenti passati nella legge di stabilità in corso di approvazione e “blindati” perché recepiti nel maxi emendamento del governo, quello che viene approvato di sicuro sia alla Camera che al Senato.

A fare il punto questa mattina la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, che ha condotto la trattativa a palazzo Madama.

Secondo quanto snocciolato, a essere rinnovati saranno 50 lavoratori degli uffici speciali per la ricostruzione, 25 per L’Aquila e 25 per il “cratere”, con 2,3 milioni di euro all’anno di copertura finanziaria e contratti fino marzo 2018; ci sono poi i rinnovi di 59 lavoratori dei Comuni del “cratere” e di 56 del Comune dell’Aquila dal gennaio 2016 al dicembre 2017, con copertura di circa 3 milioni all’anno divisi equamente.

La norma per il Comune capoluogo era già contenuta nel decreto “Enti territoriali” e in finanziaria è stata ulteriormente precisata per dissipare i dubbi sulla possibilità di rinnovare i contratti; nella stabilità sono state invece inserite per la prima volta le nome sugli altri Comuni e i due uffici speciali.

L’esatta quantificazione e soprattutto lo stanziamento dei fondi, comunque, verranno affidati a specifiche delibere del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) previste nelle prossime settimane.

Il Comune dell’Aquila, tra l’altro, ha ancora 400 mila euro residui di precedenti stanziamenti.

“I risultati raggiunti sono enormi perché è una situazione difficile e dopo 7 anni dal terremoto c’è diffidenza, queste norme salvano 160 persone – ha commentato la senatrice in un incontro con la stampa – La dirigente del Personale del Comune dell’Aquila non può più opporsi, a mio giudizio non poteva neanche prima, lo ha fatto ma ora la norma è quasi imperativa”.

Questo in riferimento al no dei mesi scorsi di Ilda Coluzzi a prorogare i 56 contratti scaduti il 30 settembre in deroga al paletto di 36 massimo a termo determinato imposto dal Jobs Act: un rifiuto che ha innescato una guerra dirigenziale contrapponendosi al sì del collega responsabile dell’Avvocatura, Domenico De Nardis.

Lo stallo ha coinvolto anche i vertici politici, con la spaccatura nella Giunta tra i favorevoli, tra cui anche il sindaco, Massimo Cialente, e i contrari, come il vice, Nicola Trifuoggi, peraltro sullo sfondo di una guerra politica in vista delle elezioni amministrative del 2017.

L’indecisione del primo cittadino peraltro ha provocato anche una furibonda lite mediatica con il sottosegretario con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli, per la quale le norme c’erano e i fondi pure. Ora l’impasse potrebbe definitivamente sbloccarsi, ma è il caso di mantenere il condizionale.

Il terzo emendamento riguarda la complessa ricostruzione delle chiese.

“Nel dl Enti territoriali avevamo dato l’opportunità alle Soprintendenze di acquisire le progettazioni che la Curia aveva già messo in campo e quindi un’accelerazione enorme, pensiamo al Duomo bloccato per anni – ha aggiunto – Con questa legge di stabilità assoggettiamo alle stesse procedure anche le chiese più recenti, che consideriamo beni culturali ma anche sociali”.