L’AQUILA – “Grazie va detto a tutti gli addetti della Asl dell’Aquila che si sono trovati ad operare in una vera e propria preistoria digitale ricorrendo a sistemi che erano stati abbandonati o trovando sistemi alternativi ed efficienti dettati anche dall’ingegno come quello di stampare ugualmente le etichette adesive con i dati dei pazienti riducendo il rischio di errore dovuto alle continue trascrizioni dei dati”.
La Federazione Italiana autonomie locali e sanità (Fials), per voce del segretario provinciale dell’Aquila, Simone Tempesta e del responsabile Sanità, Salvatore Placidi, condanna il vile attacco al sistema informatico della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, e dirama una nota di ringraziamento a tutti gli operatori sanitari sul fronte dell’emergenza, esplosa con l’attacco hacker, che ha messo fuori uso database e server aziendali, con il “furto” di 500 gibabyte di dati sensibili e riservati di pazienti e personale medico, già pubblicato sul dark web.
Nella nota la Fials condanna innanzitutto “gli ignobili aggressori hanno messo a repentaglio la salute dell’intera cittadinanza. Persone bisognose di cure, anche in condizioni gravi, hanno dovuto subire notevoli disagi a causa di un vero e proprio tentativo di estorsione ai danni dell’intera collettività. Cosa veramente indegna effettuata su un territorio che dal 2009 lotta per riprendersi da continue catastrofi e per mantenere servizi sanitari adeguati. Va messo in risalto che questi individui hanno aggredito persone malate ed un sistema sanitario che sta lentamente cercando di
riprendersi dai 2 anni più difficili dell’ultimo secolo”.
Il vero encomio va poi “a tutto il personale dipendente della ASL che ha saputo dare una
risposta pronta ed adeguata riducendo sensibilmente i disagi per la popolazione. Tutti i
lavoratori con spirito di sacrificio ed abnegazione hanno dimostrato anche questa volta come
nella circostanza del terremoto e durante la pandemia di essere la vera struttura portante dello
Stato. Grazie va detto a tutti gli addetti che si sono trovati ad operare in una vera e propria
preistoria digitale ricorrendo a sistemi che erano stati abbandonati o trovando sistemi alternativi
ed efficienti dettati anche dall’ingegno come quello di stampare ugualmente le etichette adesive
con i dati dei pazienti riducendo il rischio di errore dovuto alle continue trascrizioni dei dati.
Vanno ringraziati i dipendenti che sono rimasti in servizio più del dovuto, togliendo
tempo alle loro famiglie ed ai loro figli, per fronteggiare l’aumento del carico di lavoro, basti
pensare alla difficoltà di raccolta dati ed alla trasmissione di essi alle varie diagnostiche e
servizi”.
“In tutte le Unità Operative, nei Reparti di Degenza, negli Ambulatori, nei Distretti
Territoriali, nella Farmacia, nel Servizio Trasfusionale, in tutti i servizi diagnostici e riabilitativi
e nel Laboratorio Analisi dove si è registrato l’impatto maggiore tra i servizi sanitari – prosegue la nota -, l’opera incessante e laboriosa di tutti è stata e continua ad essere encomiabile.
Il Personale Amministrativo, ha dimostrato, seppur con fisiologici ritardi, di
poter ugualmente svolgere proprio lavoro garantendo il funzionamento della macchina
amministrativa. Gli approvvigionamenti non si sono interrotti, la rilevazione presenze non si è
interrotta, gli stipendi verranno erogati, l’Ufficio del Personale sta ultimando le procedure di
stabilizzazione ed assunzione di nuove unità immettendo forze nuove in previsione della
stagione estiva”.
“La cosa più importante in questo momento è risolvere il problema e riportare le
condizioni di lavoro alla normalità. Il personale, che ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di andare avanti nonostante tutto, chiede rassicurazioni sulla privacy dei dati personali e che riprenda al più presto il confronto tra le OO.SS. e l’Azienda sulle questioni relative alla corretta applicazione del nuovo CCNL e alle rivendicazioni rimaste in sospeso”, conclude la nota.






