L’AQUILA – Una weekend di sole, con temperature praticamente primaverili, ha spalancato le porte del centro storico dell’Aquila a tanta gente del posto e a tanti turisti che hanno approfittato di questo mite scorcio di novembre per fare due passi senza timore del classico freddo aquilano, per ora in ritardo.

Nonostante la polvere dei cantieri della ricostruzione post-sisma e alcuni tratti di evitabile buio, ad esempio lungo corso Vittorio Emanuele, c’è tanta voglia di ripopolare, almeno per un po’, le vie più belle della città che fu e della città che sarà, tra macerie, puntellamenti e pezzi di storia tornati in alcuni casi ad un insperato splendore.

La strada verso qualcosa che somigli il più possibile a una vaga normalità è ancora lunga, ma è pur vero che a più di cinque anni dal terremoto in molti si sono resi conto di quanto sia fredda la vita sociale nei pur caldissimi e comodissimi centri commerciali che, con l’inverno sì in ritardo ma che non potrà rimandare in eterno il suo arrivo, non riusciranno mai a sostituire uno dei centri storici più belli del mondo.

E allora, che si torni a camminare in massa nel cuore cittadino senza dar peso al gelo, alle brutture e a quei punti di silenzio che lo attanagliano. (r.s.)