L’AQUILA – Nathalie Dompé ha accettato la presidenza del Teatro stabile d’Abruzzo, notizia anticipata da AbruzzoWeb una settimana fa.
La giovane manager, 27 anni, ha detto sì dopo una serie di colloqui con i vertici della Regione, a partire dal governatore, Luciano D’Alfonso, che ha anche la delega alla Cultura, e dal vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli.
Si attende solo l’ufficialità dopodiché la Dompé, erede della famiglia che gestisce l’omonimo colosso farmaceutico e che ha uno stabilmento aperto all’Aquila da oltre vent’anni, andrà ad affiancare il direttore, Alessandro D’Alatri, nella gestione del Tsa.
Ascoltato da AbruzzoWeb, Lolli appare evidentemente felice dell’ipotesi, ma comunque mantiene la dovuta prudenza istituzionale.
“Mi auguro che questa nomina possa andare in porto perché ritengo lo Stabile, che è teatro di rilevanza nazionale, un patrimonio dell’Italia e non una istituzione aquilana – afferma – Che una giovane manager, intelligente e da sempre appassionata di cultura e di arte, possa impegnarsi nella sua presidenza, è un segnale nazionale che reputo del tutto significativo”.
Nei giorni scorsi, contattato da questo giornale, l’ufficio stampa della Dompé non ha fornito commenti sulla vicenda, parlando di notizia “non confermata”.
Molti sono stati i plausi dopo l’anticipazione della notizia, dal consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci alla senatrice Stefania Pezzopane.
Ma non tutti sono concordi: sulla piattaforma change.org Daniele Milani, regista e autore aquilano, ha lanciato una petizione con circa 200 sostenitori per chiedere chiarimenti su una nomina sulla quale, a suo dire, gravano “alcune pesanti ombre”.






