L’AQUILA – Il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi ha annunciato la fumata bianca in tempi brevi, comunque prima della pausa estiva, ieri lo ha fatto l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, nell’occhio del ciclone per le polemiche legate al piano di riordino della rete ospedaliera, che ha parlato di nomine che saranno effettuate “nei prossimi giorni” e in piena condivisione: ma la realtà è che sui nomi dei due direttori generali delle Asl provinciali di Chieti e dell’Aquila vacanti da metà marzo, non c’è accordo nella maggioranza di centrodestra che governa l’Abruzzo dopo la schiacciante vittoria alle elezioni dello scorso 10 febbraio.
E neppure le due riunioni di ieri sera, la prima della Lega, la seconda di coalizione, avrebbe sciolto i nodi: come non li avrebbe sciolti la seduta di Giunta di ieri mattina nel corso della quale non sono state assunte decisioni ma si è parlato della questione, da molte settimane ormai sul tappeto, caratterizzate da una serie di rinvii, l’ultimo determinato dalla riapertura dei termini del bando lanciato dalla precedente amministrazione di centrosinistra proprio alla vigilia delle elezioni.
Tra gli ostacoli all’attuazione dello spoil system in questo delicato settore, il braccio di ferro in atto sulle scelte tra Fi e Fdi da una parte, che, in particolare con il trio rappresentato dal presidente Marsilio, al quale spetta la decisione, dal suo collega di partito e di Giunta l’assessore al Bilancio Guido Liris, ex vice sindaco dell’Aquila che punta a decidere nella provincia dell’Aquila, e con il presidente del Consiglio regionale, il forzista Lorenzo Sospiri, stanno ottenendo i risultati maggiori, e la Lega, azionista di maggioranza della coalizione ancora alla ricerca di un assetto operativo ed efficace, dall’altra.
Tra i salviniani c’è il deputato aquilano Luigi D’Eramo, ex assessore comunale del capoluogo al pari di Liris, che rivendica la decisione ma che nonostante il ruolo, recente, di responsabile degli enti locali, oltre che vice coordinatore, non ha chiuso la partita a proprio favore anche per l’atteggiamento ondivago del “suo” assessore, più propensa ad un accorto con Fi e Fdi, più che a rispettare gli ordini di scuderia.
Intanto, non si ferma il toto nomine che propone ogni giorni delle novità: per la Asl provinciale di Chieti sembra salda la posizione comune favorito di Francesco Zavattaro, ora dirigente amministrativo ad Udine, già direttore generale nell’azienda teatina per due mandati non consecutivi per i quali sarebbe stata superata una presunta incompatibilità, il quale nel curriculum ha il fatto di essere cacciato dall’ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, del partito Democratico, rimpiazzato poi con Pasquale Flacco.
Si riaprirebbero invece i giochi per la Asl provinciale dell’Aquila: in corsa restano i nomi di Ferdinando Romano, a lungo in pole position e le new entry Vincenzo Ciamponi, direttore amministrativo della Asl di Desenzano sul Garda in provincia di Brescia, conosciuto in Abruzzo perché alle dipendenze, dal 2003 al 2007, della clinica privata pescarese Villa Pini e Antonio Paone, legato da una vecchia conoscenza con Marsilio, direttore della Asl Roma 2, inizialmente escluso dai papabili perché il bando originario prevedeva il limite di età a 65 anni, salvo poi il cambiamento in corsa dopo il ricorso presentato dallo stesso Paone al presidente della repubblica, Sergio Mattarella.
Al quale si è aggiunto poi il ricorso, a supporto del primo, per consentire l’azione anche davanti al Tar, del candidato Egisto Bianconi, ammesso tra gli idonei, direttore sanitario anche lui alla Asl di Roma 2.
Per Paone si era anche parlato di una chance all’Aquila. Sembra ancora reggere la posizione di Romano, ex docente d’Igiene alla facoltà di Medicina dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara, ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale abruzzese ai tempi del centrodestra Gianni Chiodi, poi direttore generale della Asl Roma D (Ostia e territori limitrofi) nominato da Renata Polverini, ex presidente di centrodestra della Regione Lazio.
Vicino all’ex sindaco di Roma di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno, e a sua volta amico del presidente Marsilio, che prima di diventare senatore è stato anche consigliere comunale al Campidoglio, Romano, ha poi uno stretto rapporto con l’ex parlamentare abruzzese del Pdl e di Fi Fabrizio Di Stefano, ora alla Lega.
Comunque, con l’esame dei nuovi curricula e i colloqui dei candidati della seconda ondata in via di ultimazione da parte della commissione composta dai commissari Giampaolo Grippa, in quota all’Agenas, dal direttore del Dipartimento della presidenza della Giunta e dei rapporti con l’Europa, Emanuela Grimaldi, per conto della Regione Abruzzo, e dal preside della facoltà di Veterinaria dell’università di Teramo, Augusto Carluccio, in quota all’università, non sembrano di facile soluzioni le problematiche alla base del mancato ancora accordo.
Innanzitutto, non c’è condivisione politica tra le forze di centrodestra: anzi, attualmente pare forte la contrappoisizione i partiti più piccoli Fi e Fdi, che si sono coalizzati tra di loro e che, grazie alla maggiore esperienza e alle convergenze strategiche, stanno ottenendo più risultati, e la Lega, azionista di maggioranza della coalizione alla luce della schiacciante supremazia sia in Consiglio regionale (10 consiglieri sui 18 del centrodestra), sia in Giunta (4 assessori su 6), ma ancora incapace di esercitare il potere anche per le preoccupanti spaccature interne e per la distanza tra le indicazioni che vengono da Roma attraverso i parlamentari, in particolare, Luigi D’Eramo, vice coordinatore regionale e responsabile degli enti locali, e il coordinatore, Giuseppe Bellachioma.
Ma è anche vero che le difficoltà di scelta sono legate alla poca attrattività economica delle Asl abruzzesi che mettono in campo compensi tra i più bassi d’Italia che non aiutano certo ad interessare i professionisti migliori. Inoltre, secondo quanto si è appreso negli ambienti di centrodestra, nella lista degli idonei non ci sarebbero molti nomi di fiducia dell’attuale maggioranza.
Insomma, decisioni che vengono ritenute complesse ma che sono annunciate nei prossimi giorni per dare i titolari in due Asl governate dai due manager facenti funzione, dell’Aquila, Simonetta Santini, nominata a gennaio direttore sanitario dall’ex manager, Rinaldo Tordera, e di Chieti, Giulietta Capocasa, direttore amministrativo accostata alla precedente maggioranza, in sella dal 15 marzo non senza difficoltà visto che sono “costrette” alla ordinaria amministrazione. (b.s.)






