L’AQUILA – Che la giornata in Consiglio regionale sarebbe stata ancora una volta lunga e sofferta, con la seduta rinviata dalle 11 del mattino fino alle 20.30, e con la concreta possibilità di rifare nottata, nonostante la pace fatta almeno in teoria nella maggioranza con il rimpasto di giunta, lo si era capito dalle prime battute in I Commissione bilancio, e dalle varie urla che si sentivano dietro la porta.

Confermata poi dall’empasse sui temi caldi del primo consiglio dopo la pausa estiva, e causa crisi di maggioranza .

Ovvero il progetto di legge di Pierpaolo Pietrucci sul finanziamento straordinario a 800 mila euro in due tranche all’Istituzione sinfonica abruzzese, che ad agosto ha messo in crisi la maggioranza, culminando con le dimissioni dei 6 assessori e del sottosegretario alla Presidenza, Camillo D’Alessandro (Pd), a cui ha fatto seguito il rimpasto.

Ma c’è forte tensione anche sui fondi da trovare per il trasporto scolastico dei disabili, uno degli aspetti cardine della legge di riordino delle province, altro provvedimento che dovrebbe essere oggi approvato.

A scatenare le ire delle opposizioni, aggiungendo bagarre alla bagarre, anche un sub emendamento, spuntato all’ultimo momento, ad un provvedimento di modifica di alcuni articoli allo statuto, anch’esso all’ordine del giorno del Consiglio, che introduce la “fiducia” nell’approvazione delle leggi regionali, a firma dell’ex sottosegretario Camillo D’Alessandro, in cui si legge che “se la giunta ravvisa motivi di urgenza e necessità di un approvazione celere di un progetto di legge” ha la facoltà di proporre sia in Consiglio, sia nella commissione competente, uno o più “emendamenti d’urgenza” che comportano “la decadenza di ogni altro emendamento e sub emendamento”. 

Una “porcata”, e “tagliola”, per il centrodestra che ha tenuto una conferenza stampa congiunta nel pomeriggio nella sala del consiglio. Per D’Alessandro è invece una opportuna misura per dire basta alla “piaga dell’ostruzionismo”.

Nonostante insomma il rimpasto di Giunta con Andrea Gerosolimo (Abruzzo Civico) subentrato al posto di Mario Mazzocca di Sinistra ecologia e libertà, e la parvenza di acque più calme, i lavori del consiglio sono ricominciati insomma tra mille difficoltà e i soliti estenuanti rinvii.

La seduta della V commissione cultura è stata spostata alle 18.30, e dovrà esaminare il rifinanziamento all’Isa. E solo dopo potrà riunirsi la commissione I commissione bilancio, che deve trovare le risorse oltre che per Isa, anche per il trasporto disabili, con la maggioranza che punta ad un budget di 1,2 milioni, mentre l’opposizione del centrodestra chiede che sia finanziato anche il 2016 con una posta di 5 milioni. Dunque bisogna aspettarsi nuovi rinvii della seduta di Consiglio.

Per quanto riguarda la partita dell’Isa il consigliere Luciano Monticelli (Pd) ne ha chiesto i bilanci, smentendo tuttavia nel contempo la notizia della lite avvenuta ieri con il collega aquilano del Pd Pierpaolo Pietrucci, proprio sulla questione del salvataggio dell’Isa.

“Nessun battibecco con Pietrucci – dice infatti Monticelli – una normale dialettica come avviene da un mese, chiedo solo un approfondimento, come è ovvio che sia davanti a una variazione di bilancio così importante. Vorrei sapere ad esempio se i fondi servono a ottenere 1,4 milioni del Ministero di fondo unico speciale, come compartecipazione. Serve un analisi dei costi e dei ricavi dell’Isa, voglio leggere le carte, capire come vengono utilizzate le risorse”

Proprio dal salvataggio dell’Isa era partita la crisi di maggioranza ad agosto, quando il finanziamento da 800 mila euro aveva provocato l’insurrezione in nome della tutela di altre realtà culturali, dei tre consiglieri secessionisti Gerosolimo, Monticelli e Mario Olivieri.

Nonostante le perplessità di Monticelli, l’intesa sull’Isa potrebbe arrivare con il voto di Abruzzo civico al progetto di legge di Pietrucci, che prevede un finanziamento di 400 mila euro quest’anno e altrettanti l’anno prossimo.

Olivieri ha infatti annunciato che voterà a favore, appagato dal rimpasto e della conquista del’assessorato per il suo collega Gerosolimo.

“Il nostro atteggiamento – spiega ad Abruzzoweb – dopo il rimpasto sarà senz’altro più collaborativo, ci dobbiamo ‘dressare’, abituare a stare insieme. E il provvedimento dell’Isa – sottolinea – andrà senz’altro votato. Poi si affronterà il discorso più generale, con una legge quadro sulla cultura”

La legge quadro sulla cultura era uno dei punti dell’intesa firmata dal presidente Luciano D’Alfonso e dai i ribelli per il rientro della fronda.

Gridano allo scandalo e lanciano bordate come ovvio le opposizioni.

“In Commissione e in Consiglio si deve parlare di cose importanti come la legge di riordino delle province e il trasporto scolastico per i disabili, e invece siamo ancora tutti costretti a parlare dell’Isa”, ha tuonato Mauro Febbo di Forza Italia.

“Siamo alle comiche – ha aggiunto – e i lavori del Consiglio regionale diventano sempre più sceneggiate con un finale triste per tutti gli abruzzesi che attendono inesorabilmente una risposta”.

“L’Isa – ha commentato Lorenzo Sospiri, Fi – l’abbiamo finanziata per 5 anni quando governavamo noi. È un’istituzione abruzzese di spessore nazionale e nessuno mette in discussione il suo valore, ma bisogna trovare non 400 mila euro, che tra l’altro all’Isa non bastano, ma 1 milione e per tutte le altre istituzioni e manifestazioni in difficoltà. Cito ad esempio il premio Michetti e il Mastrogiurato di Lanciano, la giostra cavalleresca di Sulmona”.

Per Sospiri è poi “inaccettabile, che si vogliano trovare risorse per l’Isa diminuendo il fondo per le leggi regionali in fase di approvazione per la morosità incolpevole e la ludopatia”.

Sugli scudi anche il Movimento 5 stelle. Il capogruppo Gianluca Ranieri sottolinea che “se ci deve essere una variazione in bilancio questa deve essere di 3 milioni di euro, a beneficio di tutto il sistema culturale abruzzese, basta con figli e figliastri”.

Il neo assessore Gerosolimo, dal canto suo, ha rifiutato di rilasciare interviste al cronista di AbruzzoWeb, accusando questo giornale di un “massacro” ai suoi danni, salvo poi scusarsi in un secondo tempo.

LA PROTESTA DEL CIAPI

Fuori la porta della commissione intanto la rabbia e le speranze dei 30 lavoratori del Ciapi ente regionale di formazione professionale, sommerso da milioni di euro di debiti, con i dipendenti senza stipendio da oltre un anno e la cassa integrazione scaduta. Ad affrontarli il vicepresidente di giunta Giovanni Lolli, che ha la delega poco invidiabile alle crisi industriali e lavorative dì’Abruzzo. Una soluzione ci sarebbe quella attingere ai fondi europei per la formazione per rilanciare l’ente e pagare gli stipendi. E questa è la soluzione ribadita da Lolli. Ma i dipendenti del Ciapi di promesse e soluzioni ne hanno sentite tante, ma nessuna è stata realizzata.