L’AQUILA – “È l’ora della politica e della franchezza. Il Pd, forte del suo peso in Consiglio comunale e della compattezza sempre dimostrata nei momenti decisivi, si vuole fare carico di aprire un confronto in seno alla maggioranza di governo della città. Un’opportunità che mi auguro tutti vorranno cogliere”.
È questa la strategia annunciata dal capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale del capoluogo, Stefano Palumbo, per ricompattare a meno 2 anni dal voto del 2017 la coalizione di centrosinistra alle prese con mal di pancia di diversi partiti ed esponenti.
A ufficializzare le difficoltà con l’esigenza di ricompattamento oppure il ritorno al voto era stato, nei giorni scorsi, il sindaco, Massimo Cialente, all’indomani dell’infuocata seduta del Consiglio sul bilancio di previsione, approvato in grave ritardo, nella quale sono emerse diversità di veduta su una tematica centrale come il rilancio del Gran Sasso.
In tal senso, frizioni con la maggioranza si registrano con Rifondazione comunista, ancora ambigua sul da farsi, Sinistra ecologia libertà, che ha ribadito l’appartenenza invitando, semmai, il sindaco a cacciare i vendolini, e Socialisti italiani, che sono invece da considerarsi fuori, come ribadito dal consigliere ribelle Gianni Padovani, mossa che ha portato alla cacciata dell’assessore Giancarlo Vicini, pur lodato dal sindaco, e ancora in attesa di essere sostituito.
“In merito alle difficoltà incontrate dalla maggioranza in occasione dell’ultimo Consiglio comunale e alle posizioni assunte dai protagonisti dello scontro nei giorni successivi – prosegue Palumbo – il Partito democratico non intende essere arbitro, bensì guida. Occorre però riportare la discussione su una dimensione più politica e meno individualistica”.
“Lo impone la sfida che ci attende da qui al 2017. Siamo ormai di fronte a un bivio – prosegue – imprimere lo scatto decisivo alla ricostruzione del centro storico e far decollare quella delle frazioni, oppure galleggiare senza costrutto”.
Per Palumbo, che difende il sindaco, il chiarimento è necessario “per realizzare i restanti punti programmatici e perché è fin troppo evidente come alcune posizioni, già condizionate da dinamiche regionali e da difficili equilibri interni agli stessi partiti, rischino purtroppo di diventare, a meno di due anni dalla fine della legislatura, anche funzionali a ragionamenti elettorali”.
“È indispensabile, allora, arrivare a un chiarimento, affrontando con la massima serietà due questioni: gli impegni assunti attraverso il programma di mandato del sindaco e il futuro di una delle ultime coalizioni uliviste presenti ancora in Italia”, prosegue ancora, evocando le parole proprio di Cialente.
“Quali sono gli intenti e gli obiettivi di ciascuna delle forze politiche che compongono la maggioranza rispetto a questi temi? – si chiede il capogruppo dem – Quelli del Partito democratico sono espliciti: sostegno al sindaco e alla Giunta per portare a compimento le partite decisive per la città e considerazione di queste in un’ottica di lungo periodo, con la consapevolezza che la disponibilità di risorse ci consente, finalmente, di poter impostare politiche e azioni rivolte alla ripresa economica e allo sviluppo della città”.
“Penso al Piano regolatore generale, al rapporto tra città e ateneo, alla partita dei fondi per la ricostruzione economica e sociale, ai progetti per lo sviluppo del turismo con particolare attenzione a quello della montagna – snocciola – Obiettivi che il Partito democratico ha più volte detto, e dimostrato nei fatti, di voler raggiungere attraverso una maggiore centralità della componente consiliare di maggioranza rispetto ai processi decisionali”.
“È compatibile la posizione delle altre forze politiche del centrosinistra rispetto a questa prospettiva? C’è la volontà e la capacità di misurare le singole priorità (vedi Gran Sasso per Rifondazione) nell’ambito di una visione più ampia e collegiale? – si chiede in conclusione – L’apertura di Sinistra ecologia e libertà è, in questo senso, un primo importante segnale positivo”.
PADOVANI STRONCA CIALENTE: “INDIVIDUALISTA SEI TU”
“Da precisare al sig. sindaco che il sottoscritto, lungi dall’idea di un fare politico che guardi solo a interessi personali, riveste un ruolo di più ampio respiro quale segretario della Provincia dell’Aquila del Psi, nonché di membro della direzione nazionale del partito in questione. Viene da sé che ogni decisione o scelta espressa dallo scrivente rappresenta di fatto un consenso tutt’altro che individuale, atteggiamento caratterizzante piuttosto l’agire del nostro primo cittadino”.
Così il consigliere comunale “ribelle” dell’Aquila, Gianni Padovani, rigettando al mittente le accuse di pensare solo ai propri interessi che gli sono arrivate dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, dopo la sua decisione di votare contro il bilancio di previsione, approvato in grave ritardo, causando una crisi di maggioranza e il defenestramento dell’assessore socialista Giancarlo Vicini.
LA NOTA COMPLETA
Sono fiero della tradizione politica e socialista della mia famiglia che ha fatto e continua a fare politica nel territorio e nei piccoli comuni, quotidianamente, senza fini lucrativi o di facili guadagni diversamente dalla grande maggioranza di urlatori di principi come lei.
Solo una passione la nostra, di quelle che politicamente può declinarsi in vari settori, e non ultimo lo sport. Sport inteso non riduttivamente come “giocatore di pallone”, caro sindaco, ma anche quale dottore in discipline attinenti il settore giuridico-amministrativo-manageriale dello sport, e presidente della provincia dell’Aquila dell’Associazione italiana cultura e sport.
Spiace che lei riduca tutto il mio relativo impegno a una “partita di pallone”, si informi! Del resto a dimostrare il suo interesse pari a zero per lo sport il fatto che nessuno dei punti attinenti la disciplina presenti nel suo programma di mandato (andate a leggerlo!) sia stato rispettato.
E non si vanti dei lavori per risanare gli impianti danneggiati da sisma e post-sisma, sono opere del governo, non della sua amministrazione. Vi è ancora la delega affidatami in materia di Usi civici, ove per poter convocare una riunione è d’obbligo chiedere il permesso dell’assessore di riferimento; c’è forse altro da nascondere?
Magari perché alcune amministrazioni separate dei beni di uso civico (Asbuc) non presentano da molto tempo ormai i propri bilanci preventivi e consuntivi? Come se non bastasse vi è poi il bluff della delibera n. 261 del 10 luglio 2015 relativa alle utenze condominiali di progetto C.a.s.e. e Map ove si certifica, senza l’approvazione del Consiglio comunale, un debito fuori bilancio, e di certo un prossimo danno erariale (ma non c’è da preoccuparsi, Cialente con la Corte dei conti ha un ottimo rapporto!).
Il mio accusatore, infatti, è artefice del quasi raddoppio del debito che il Comune ha maturato con Enel Energia per la fornitura di energia elettrica e gas metano, nonostante i ripetuti solleciti da me avanzati in più occasioni, provocando l’inevitabile entrata del nostro Comune nel mercato dei clienti morosi, ove i prezzi subiscono maggiorazioni penali in grado di far quasi raddoppiare l’entità degli importi dovuti.
Perché non spiega alla città, magari attraverso facebook visto che lo preferisce, come si è giunti a questa situazione?
Per concludere, in risposta agli attacchi frontali: 1- elezioni provinciali: danno imbarazzante non per lo scrivente, bensì per il Comune dell’Aquila e per gli aquilani causa mancata rappresentanza presso l’ente Provincia in virtù dell’incompetenza del nostro sindaco.
2- elezioni regionali: rilegga un po’ i numeri sig. Cialente, tutti farina del proprio sacco e non provenienti da oscuri giochi di potere. Le soddisfazioni si ricevono anche da simili dati, non solo dall’assegnazione di prestigiose poltrone… Filosofia inconcepibile per un cacciatore di comode sedute come lei!
3- La “partita di pallone”: mi insegna che quando il mister non ha più la forza per tenere coesa la sua squadra si dimette! Oltretutto cerchiamo ancora un bomber di peso… Se la sente, sindaco? A suo dire, primo cittadino, solo questioni personali e vendette che solo una lente distorta come la sua riesce a vedere, o piuttosto serie ragioni di interesse collettivo?






