L’AQUILA – Slitteranno, probabilmente a maggio, le udienze sui ricorsi elettorali presentati al Tar da parte dei candidati rimasti fuori dal consiglio regionale. L’udienza era prevista per domani 3 aprile, ma da quanto si apprende dagli stessi legali dei ricorrenti, mancano le notifiche delle controparti.
Si resta dunque con il fiato sospeso, nella consapevolezza che in caso di accoglimento dei ricorsi, si verificherebbe in consiglio comunale un autentico terremoto.
Ad aver fatto ricorso sono nel centrodestra l’ex consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri, non rieletto alle elezioni del 10 febbraio scorso nonostante i 4.173 voti, e Gianni Bellisario, sindaco di Perano (Chieti) candidato con Azione Politica al Consiglio regionale con una risultato di 1.753 voti. Al Tar chiedono una diversa attribuzione dei seggi nell’assemblea regionale: in caso di accoglimento, il primo entrerebbe all’Emiciclo, al posto del collega di partito, l’assessore alle Attività produttive e Turismo Mauro Febbo (5.553 voti), eletto in provincia di Chieti, il secondo al posto del vicepresidente del Consiglio Roberto Santangelo (2.645 voti), di Azione politica, eletto in provincia dell’Aquila.
Non solo, con il ritorno a casa di Febbo, non solo ci sarebbe da sostituire una pedina in giunta, ma si avrebbe anche un effetto domino in Consiglio visto che al posto di Febbo è subentrato come consigliere supplente Daniele D’Amario (2.253) primo dei non eletti in provincia di Chieti, che sarà escluso dall’Emiciclo.
Ha fatto poi ricorso Lucia Ottavi, di Forza Italia, che ha preso nella circoscrizione del’Aquila 2.118 voti.
Nel centro sinistra ha fatto invece ricorso Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie (L’Aquila) ed ex assessore ai lavori pubblici, che si è ricandidato con la lista Abruzzo in comune a sostegno di Giovanni Legnini. Nel collegio dell’Aquila Berardinetti ha preso 3.083 preferenze, ma per Abruzzo insieme è stato eletto nel collegio di Teramo solo l’ex capogruppo del Partito democratico Sandro Mariani, con 4.109 voti, ora unico esponente di Abruzzo in comune in consiglio, che in caso di accoglimento, dovrebbe far posto a Berardinetti.
C’è infine il ricorso annunciato all’indomani del voto del 10 febbraio da Legnini, contro la ripartizione dei seggi, che ha visto assegnare 7 consiglieri al Movimento Cinque stelle che ha ottenuto il 20,20 per cento dei consensi e 5 al centrosinistra che ha avuto il 31,29 per cento.
A presentare il ricorso i quattro candidati che avrebbero possibilità di subentrare in caso di accoglimento: Luciano D’Amico, ex rettore dell’università di Teramo candidato con la lista Legnini presidente, Donato Di Matteo, ex assessore regionale candidato della lista Abruzzo Insieme, Pierpaolo Pietrucci, ex consigliere regionale candidato con il Partito democratico e Franco Caramanico, ex assessore regionale candidato con Progressisti-Liberi e uguali.
In caso di accoglimento del ricorso dovrebbero essere due i rappresentanti che entrerebbero in Consiglio regionale al posto di due dei rappresentanti dei Cinque stelle con i quozienti elettorali più bassi, Barbara Stella eletta in provincia di Pescara, Francesco Taglieri in quella di Chieti, Marco Cipolletti in provincia di Teramo e Giorgio Fedele in provincia dell’Aquila.



