PESCARA – “De Vito: se sei caduto in tentazione, vai a fare in c…! Avevi una schiera di Partiti a cui aderire per fare ciò per cui ti hanno arrestato. Da loro è normale. Saresti probabilmente anche stato premiato con qualche nomina o incarico!!! Da noi vai fuori, all’istante!”.
Lo scrive su Facebook il senatore abruzzese del M5S Gianluca Castaldi. rivolto a Marcello De Vito presidente pentastellato dell’assemblea capitolina, arrestato dai carabinieri per corruzione nell’ambito della inchiesta della Procura sul nuovo stadio della Roma.
Per favorire l’ok al progetto di riqualificazione degli Ex Mercati Generali, i fratelli Toti avrebbero pagato una consulenza-tangente a Marcello De Vito e all’avvocato romano Camillo Mezzacapo.
Nell’ordinanza del Gip si legge che De Vito e Mezzacapo, “si facevano indebitamente promettere e quindi dare dai costruttori fratelli Toti a titolo di prezzo della mediazione illecita …110 mila euro sotto forma di corrispettivo di incarico professionale conferito allo studio legale” di Mezzacapo che poi trasferì “48mila euro sul conto intestato alla società Mdl srl di fatto riconducibile a Mezzacapo e a De Vito”.
“Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri”, annuncia il vice premier Luigi Di Maio via Facebook. “Nessuno sconto a chi ha sbagliato”, dice anche la sindaca Virginia Raggi aggiungendo che “non c’è spazio per le ambiguità”.
LE INTERCETTAZIONI
“Questa congiunzione astrale tra ….tipo l’allineamento della cometa di Halley …hai capito cioè…è difficile secondo me che si verifichi …noi Marcè dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me guarda ci rimangono due anni”. Così intercettato il 4 febbraio scorso l’avocato Camillo Mezzacapo parlava a Marcello De Vito.
Parole che secondo il gip di Roma si riferisce allo sfruttare “il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e ottener lauti guadagni”.
Diverse le intercettazioni circolate e presenti nei fascicoli dell’inchiesta.
“Va bene, ma distribuiamoceli questi”. Così Marcello De Vito in una intercettazione in riferimento ai soldi erogati dai costruttori Toti e Statuto alla società a lui riconducibile. De Vito parla con Mezzacapo che invita alla calma: “adesso non mi far toccare niente, lasciali lì… quando tu finisci il mandato, … se vuoi non ci mettiamo altro sopra. La chiudiamo, la distribuiamo, liquidi e sparisce tutta la proprietà, non c’è più niente,però questo lo devi fa’ quando hai finito quella cosa”.
“A Roma – diceva il 4 febbraio De Vito a Mezzacapo – avresti vinto pure con il Gabibbo”. Nell’intercettazione Mezzacapo afferma: “tieni presente questa cosa… dopo di che io ti voglio dire siccome la congiunzione astrale che si è verificata adesso io credo che noi invecchieremo spero fra molti anni avvenire ne parleremo davanti a un piatto… ma non credo si ripianificherà cioè, difficilmente si riverifica una congiunzione astrale dove oggi stai al governo”. Nel corso del colloquio l’avvocato prosegue: “ormai è un dato acclarato, ma dico…tu ristai al governo di Roma e tu ristai al governo del paese con la quota di maggioranza…no?”.





