L’AQUILA – “Arriva lo stop definito alla procedura di assunzione del nuovo direttore generale dell’Ater dell’Aquila da parte del direttore del Dipartimento Opere Pubbliche della Regione Abruzzo, l’architetto Pierpaolo Pescara, che recependo la mia denuncia ha ravvisato la necessità di scrivere una nota indirizzata al Commissario Pappalepore dove lo invita immediatamente a sospendere la procedura di nomina del nuovo direttore generale”.
A comunicarlo è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che spiega: “gli stessi uffici regionali ed il direttore della struttura competente hanno ritenute tutte valide e legittime le osservazioni da me sollevate nei confronti del bando per il nuovo direttore generale da assumere presso l’Ater aquilana. Infatti l’architetto Pescara sottolinea come l’assenza di partecipazione decisionale dei due sub commissari rende la scelta di pubblicare il bando per l’assunzione di un direttore non adeguatamente partecipativa”.
“Inoltre, cosa più importante – aggiunge Febbo, sempre il direttore Pescara nella nota sottolinea l’errore commesso sempre dal Commissario Pappalepore di rivolgersi per i pareri legale e dubbi amministrativi ad un legale esterno e non all’Avvocatura regionale che sulla materia avrebbe svolto un esame accurato e competente. Adesso spero che il Commissario accolga e le indicazioni pervenute direttamente dagli uffici della Regione Abruzzo e sospenda la contrattualizzazione al direttore indicato prima di incorrere in un contenzioso oneroso anche a suo carico”.
“Infatti – continua Febbo – l’illegittimità dell’atto si trova a monte e cioè nella delibera della giunta regionale 636 del 8/8/2018 che fissa per l’incarico al commissario una durata di 30 mesi ignorando proprio la legge regionale sullo spoils system. Oggi in carica c’è un nuovo governo regionale e sarà quindi suo compito programmare e decidere nelle Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale”.
“Pertanto – conclude Febbo – come già detto invito nuovamente il Commissario Pappalepore a non firmare nessun nuovo contratto altrimenti sarò costretto ad avviare a suo carico una richiesta di risarcimento danni delle indennità percepite dal nuovo direttore generale; sarà poi compito della Corte dei Conti accertare i danni causati da un avviso pubblico inopportuno, illegittimo dal quale emerge chiaramente una palese forzatura politica”.






