BUSSI SUL TIRINO – A sette anni dallo stanziamento delle risorse, a più di tre dalla pubblicazione della gara d’appalto, a undici mesi dall’affidamento definitivo dei lavori, e a quattro mesi dalla clamorosa sentenza della Cassazione che ribaltando la sentenza di appello ha lasciato impunito il disastro ambientale, una nuova doccia fredda si abbatte su Bussi sul Tirino (Pescara).
Il Ministero dell’Ambiente, guidato dal grillino Sergio Costa, ha infatti chiesto la revoca dell’aggiudicazione della gara da 45 milioni di euro per la bonifica delle discariche 2A e 2B, nell’ex polo chimico, vinta dall’associazione temporanea di imprese capeggiata dal colosso belga Dec-Deme e composta da Safond Martini srl, Elios Ambiente srl, Sidra Società italiana dragaggi spa e Cooperativa San Martino soc.coop.
Un passo inaspettato e rimasto riservato finché il Forum abruzzese dell’Acqua non lo ha svelato pubblicamente e, in una nota, ha spiegato come il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere del provveditorato interregionale alle opere pubbliche Enrico Bentivoglio, “non manda le carte al Ministero nonostante i solleciti, il Ministero si dimentica di relazionare alla Presidenza del Consiglio e non può più accedere ai fondi”.
Un ingorgo burocratico, insomma, a cui l’Italia è stata purtroppo abituata negli anni e che sembra sopravvivere a ogni stagione politica, che rischia di far sfumare la bonifica di quell’area di circa 9 ettari, le cosiddette discariche 2A e 2B, nel polo industriale forse più antico d’Abruzzo, croce e delizia della Val Pescara che per mezzo secolo ha dato lavoro e sviluppo pur lasciando una pesante eredità ambientale.
Sulla questione, caduta nel dimenticatoio della politica e assente dall’agenda dei candidati presidenti della Regione, è intervenuto fino ad ora solo Giovanni Legnini: “Verificheremo fino in fondo, è grave che a sette anni dallo stanziamento di risorse che io volli inserire in un provvedimento finanziario di cui peraltro ero relatore, non siano state spese. Bisogna accellerare, far sì che si dia avvio ai lavori”, ha detto ieri a margine di una kermesse elettorale all’Aquila l’aspirante governatore del centrosinistra.
Il battagliero sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta di Rifondazione comunista, nel giugno scorso rieletto alla guida del paese nonostante avesse contro partiti di centrodestra come di centrosinistra e anche Movimento cinque stelle, ha intanto scritto ben due volte al Ministero dell’Ambiente, senza mai ricevere risposta, e neppure la richiesta di incontrare il ministro Sergio Costa è andato a buon fine.
Così, nei giorni scorsi ha inviato una diffida al Ministero per il mancato avvio dei lavori di bonifica: “Nonostante il lungo lasso di tempo trascorso dalla aggiudicazione definitiva e dalla acquisizione delle aree da parte del Comune, il Ministero non ha provveduto alla stipula del contratto e agli adempimenti necessari a dare inizio alle operazioni di bonifica”, ha scritto il sindaco.
Al palo, a Bussi, anche la bonifica della discarica Tremonti, circa due ettari di terreno inquinato che Edison si rifiuta di bonificare nonostante sia risultata responsabile della sua contaminazione e ha intrapreso una battaglia legale a suon di ricorsi.






