L’AQUILA – “Gli aquilani vivono ancora nelle baracche dopo aver creduto a un buffone, abruzzesi rimediate a questa cantonata altrimenti buone baracche sotto la neve a tutti”.
È polemica sul post contro il centrodestra e l’ex premier, Silvio Berlusconi, pubblicato nei giorni scorsi dal consigliere pentastellato del XIII municipio di Roma Angelica Ardovino in riferimento alle regionali del prossimo 10 febbraio.
“Gli abruzzesi del terremoto 2009 non vivono in baracche, al contrario di quanto pensano gli esponenti del Movimento 5 stelle e di quanto dicevano e dicono pezzi del centrosinistra nostrano”, ha replicato in una nota stampa il senatore di Fdi Marco Marsilio, candidato alla presidenza del centrodestra alle regionali.
L’esponente del M5S, che ha parlato del progetto case, il mega insediamento di 4500 alloggi antisismici che ha ospitato qualche mese dopo il tragico sisma circa 17mila aquilani, ha aperto la sua nota Fb di accusa alla gestione del sisma del 2009 da parte dell’allora premier Berlusconi con un chiaro riferimento elettorale: pare che gli abruzzesi siano i più avulsi al M5S e pro Fi-Pd ecc. Proprio vero, che a lavar la testa all’asino, si perde l’acqua e il sapone. E di somari mi pare di vederne tanti”.
E poi ha chiuso con “Forza Sara Marcozzi”.
“Forse è bene ricordare ai candidati pentastellati e ai quadri del movimento – ha spiegato ancora Marsilio – che, grazie al governo di centrodestra, migliaia di aquilani hanno trovato accoglienza nel progetto Case e nei moduli abitativi provvisori e che nessuno è rimasto al freddo e al gelo sotto la neve, come con i governi di centrosinistra nel caso del secondo cratere, quello del 2016-2017”, aggiunge Marsilio.
“Che dal 2009 al 2011, in due anni e mezzo, sono stati rilasciati ben 20 mila pareri per le istruttorie relative all’edilizia privata, con la concessione dei relativi contributi – ha notato il senatore meloniano – Nell’area dell’aquilano e del teramano interessate dal secondo sisma, invece, gli iter conclusi dal centrosinistra sono meno di 30”.
“La Ardovino che dà degli asini agli abruzzesi che non vogliono la Marcozzi alla guida della Regione non è altro che l’esponente tipo del movimento: privi degli strumenti democratici per interpretare la realtà, incapaci di declinare il bene comune, diffidenti rispetto a chi non è dei loro, sempre alla ricerca di un nemico da abbattere, in questo simili agli epigoni della scuola manichea della peggiore sinistra”.




