LANCIANO – “Sono molto contento di aver portato qui a Lanciano tante persone per la posa delle pietre d’inciampo, specie numerosi giovani che si chiedono come tutto questo sia potuto succedere e che non accada mai più”. 

L’artista tedesco Gunter Demnig, su iniziativa del liceo scientifico “Galilei” di Lanciano (Chieti) col progetto del Giorno della Memoria, ha posto oggi quattro pietre d’ inciampo in largo San Giovanni per ricordare la deportazione ad Auschwitz della famiglia Grauer, qui arrestata il 31 ottobre 1943. 

Partiti sul convoglio numero 6, al binario 21 della stazione di Milano, il 6 febbraio del 1944 sono giunti ad Auschwitz, dopo sette giorni di viaggio, Samuel Grauer, la moglie Rosa, il primogenito Marco, di 4 anni, e Tito, di 2, nato all’ospedale di Lanciano; i due bimbi morirono lo stesso giorno d’arrivo.

Non si conosce la data del decesso dei genitori. 

“Il ricordo e la memoria – ha aggiunto Demnig – sono molto importanti. L’iniziativa delle pietre d’ inciampo è partita nel 1992 a Colonia per ricordare inizialmente i deportati rom. Finora ho collocato 70mila pietre in 24 Paesi. Ogni volta che ne metto una sono inorridito per quanto accaduto a tante vittime delle leggi naziste”. 

Il sindaco Mario Pupillo ha aggiunto: “Lanciano è sempre stata allenata alla memoria e alla democrazia i cui cittadini hanno combattuto per ribellarsi ai nazifascisti, seconda città insorta in Italia dopo Napoli. Siamo una città nobile che ha combattuto contro la dittatura. Abbiamo anche eretto il secondo monumento in Europa, dopo Berlino, che ricorda lo sterminio dei popoli Rom e Sinti”.