L’AQUILA – La partita, infuocata, che mette in palio la candatura alla presidenza della Regione per il centrodestra alle elezioni del 10 febbraio prossimo, è tutt’altro che chiusa.
All’indomani della decisione di puntare su figure politiche e di forte appartenenza, stoppando “gli esterni”, da parte del coordinamento abruzzese regionale di Fratelli d’Italia, al quale il tavolo nazionale ha assegnato l’Abruzzo nell’ambito della ripartizione delle quattro regioni al voto nel 2019, dai livelli romani trapela una clamorosa indscerzione: sarebbero ancora in corsa i papabili della cosiddetta società civile, in particolare il manager della comunicazione, il pescarese Michele Russo, responsabile nazionale della comunicazione e molto stimato dal leader, Giorgia Meloni, e l’avvocato pescarese Augusto La Morgia, nonostante il veto posto da Forza Italia “perché è un uomo di centrosinistra”.
Si tratterebbe di una doccia fredda e una bocciatura per la dirigenza abruzzese che sta per inviare o ha già inviato a Roma la lista decisa nella riunione di venerdì sera a Chieti, della quale fa parte anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, deciso a giocarsi tutte le sue carte (si deve dimettere entro il 5 ottobre), nonostante sia l’altro candidato al quale gli azzurri abruzzesi hanno detto no “perché il primo cittadino non può dopo 15 mesi lasciare il Comune dell’Aquila”.
Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, si profilerebbe uno scontro tra il livello locale e quello nazionale che potrebbe dare un’altra spallata ad una unità del centrodestra che per ora è solo sancita a parole.
E che potrebbe indebolire un partito che già parte come il più debole della coalizione.
E che avrà l’effetto di serrare le fila del Movimento cinque stelle e del Partito democratico, oltre a quello che resta di un centrosinistra in attesa della decisione dell’ex vice presidente del consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, al quale si vuole affidare il rilancio della coalizione che parte con un netto svantaggio sia i consensi, ai minimi storici, sia per la percezione negativa dell’amministrazione guidata fino al 10 agosto scorso da Luciano D’Alfonso, dimessosi dopo la convalida della carica di senatore del Pd alle elezioni del 4 marzo scorso.
Intanto, stanno seguendo le mosse di Fdi sia Lega sia Forza Italia che aspettano la lista dei papabili per condividere la scelta con la promessa, pubblica, di dire no ai candidati non ritenuti all’altezza, come stabilito dal tavolo nazionale; l’atteggiamento degli alleati sembra più morbido, ma in realtà stanno lavorando con i livelli nazionali non avendo ancora abbandonato le speranze di far cambiare idea rimettendo in gioco la scelta riguardo al partito che deve esprimere il candidato alla presidenza. Tanto che a livello regionale i salviniani continuano a non parlare rimandando tutto alla presentazione della rosa, mentre Fi ha assunto una posizione solo apparentemente più soft nella consapevolezza che sarà Roma, dove la dirigenza, in particolare il coordinatore regionale e senatore sta agendo, con la quale stanno colloquiando, ad avere in mano la scelta.
Insomma; gli azzurri stanno alla finestra dopo le indicazioni dei vertici regionali di inserire nella lista oltre a Biondi, che dovrebbe dimettersi dalla carica di sindaco entro il 5 ottobre prossimo, e mandare L’Aquila al voto anticipato probabilmente a maggio nell’election day con le europee ed amministrative, il coordinatore provinciale di Chieti, Antonio Tavani, i due coordinatori regionali, Giandonato Morra ed Etelwardo Sigismondi.
Nelle prossime ore ci sarà un altro nome, quello espresso del coordinamento provinciale di Pescara, che indicherà Guerino Testa, ex presidente della Provincia di Pescara, candidato all’uninominale alle politiche del 4 marzo scorso, ed ex centro per la militanza nella fila di Fi prima e Nuovo centrodestra, dopo.
Il commercialista pescarese, attuale capogruppo in Comune, era uscito per primo quando è stata resa nota l’assegnazione dell’Abruzzo a Fdi ben presto passato nelle retrovie per via di questioni giudiziarie ancora non risolte.
Secco il commento di Pagano sull’esito del coordinamento di Fratelli d’Italia: “In questo momento non voglio sollevare polemiche, si valuterà a Roma sulla base degli accordi assunti dalla Meloni, la condivisione è importante e dobbiamo discutere su questo principio”, si limita a dire ad AbruzzoWeb.
Il parlamentare non parla del veto che per primo ha posto su Biondi proprio alla luce del fatto che una sua candidatura interromperebbe troppo presto il cammino dell’amministrazione comunale nella città terremotata, alla guida della quale la coalizione è tornata dopo dieci anni di centrosinistra.
Comunque al di là delle indiscrezioni, dalla rosa emersa le chance maggiori, stando a quanto filtra dagli ambienti politici, per ora ce le avrebbe proprio Biondi, amico personale della Meloni che venerdì ha lanciato il suo “Movimento territorio”, con l’annesso “Manifesto dei valori-Aree interne 4.0”, a cui hanno aderito una serie di amministratori locali, anche di Forza Italia.
Infatti, il sindaco starebbe lavorando più seriamente di quanto sembra ad una candidatura, anche con la sponda di pezzi di Forza Italia di cui gode del sostegno grazie ad antiche amicizie e in virtù di fratture interne agli stessi azzurri, nonostante una sua discesa in campo apra le porte del Comune capoluogo ad un periodo di commissariamento.
In questo quadro così fluido, a livello aquilano, si registra il silenzio assordante di Forza Italia e Lega che amministrano con Biondi il Comune dell’Aquila: anche se nelle riunioni amministrative e politiche l’imbarazzo per una fine anticipata dell’avventura del centrodestra, fa discingere e a volte litigare.
Poi, pubblicamente bocche cucite da parte del vice sindaco Guido Liris, che secondo alcuni rumors si vede già al posto del primo cittadino e per questo propenderebbe per la “scalata” del sindaco.
Fa lo stesso il coordinatore comunale, Stefano Morelli, che a questo giornale cordialmente afferma di “non essere autorizzato a rilasciare dichiarazioni”.
Liris, che è anche vice coordinatore regionale di Forza Italia, non ha neppure partecipato al coordinamento regionale di Forza Italia, che la settimana scorsa a Pescara ha messo i primi paletti ai nomi proposti da Fratelli d’Italia.
Stesso discorso per la Lega: il coordinatore provinciale ed assessore comunale Emanuele Imprudente, candidato consigliere alle regionali, liquida, anche lui cordialmente, la questione con un “no comment”.
Non pervenuta l’opposizione in Consiglio comunale che attacca il centrodestra su vicende amministrative ma che non ha mai parlato del pericolo di tornare al voto. Convenienza politica potendo risolvere la partita prima del pronunciamento, tutt’altro che scontato, del Consiglio di Stato sull’anatra zoppa il prossimo 6 dicembre? (b.s.- m.s.)






