L’AQUILA – “Kaos non è stato avvelenato, è morto d’infarto”.
È quanto emerge dai primi risultati dell’esame autoptico sulla morte del pastore tedesco eroe di Amatrice che sembrano smentire le voci sull’avvelenamento, anche se per il risultati definitivi bisogna aspettare, come riporta Il Messaggero.
Il caso ha sconvolto e indignato tutta Italia, quando il suo addestratore, Fabiano Ettorre, sulla propria bacheca Facebook ha scritto che l’animale era morto per avvelenamento, la notizia ha destato grande scalpore e commozione, sui social network ma non solo.
Ora, però, emergono alcuni dettagli che sembrano smentire tale ipotesi.
“È mia intenzione portare come ordine del giorno ad uno dei prossimi Consigli comunali la proposta di consegnare al proprietario del pastore tedesco Kaos, venuto mancare qualche giorno fa, una targa alla memoria della città dell’Aquila. Nel documento proporrò che la consegna venga effettuata dal sindaco, Pierluigi Biondi, come riconoscimento per le numerose missioni nelle quali il pastore tedesco è stato protagonista, in particolare in eventi tragici come il terremoto di Amatrice, quando il suo apporto è stato determinante e risolutivo per il salvataggio delle vite umane”, annuncia in una nota Marcello Dundee, consigliere comunale dell’Aquila (Gruppo di Fratelli d’Italia).
“Colgo l’occasione di manifestare la mia vicinanza al dolore del proprietario Fabiano Ettore; preparare un’unità cinofila richiede impegno dedizione amore e costanza e il legame che si crea tra l’animale e il suo padrone va ben oltre la nostra immaginazione”, conclude il consigliere.
Ma l’addestratore non ci sta e grida il proprio sdegno: “Ci sono molti punti oscuri. Per le persone ci vogliono giorni e qui in 24 ore è stata fatta l’autopsia e sono stati dati i risultati”. Ettorre afferma “di non essere stato avvisato che sarebbe cominciata l’autopsia” e neppure della possibilità di costituirsi “parte offesa e far assistere i periti di fiducia all’esame”.
Sulla morte di Kaos è in corso l’inchiesta della procura dell’Aquila con le indagini affidate ai carabinieri forestali che hanno fatto rilievi sequestrando la carcassa per l’autopsia fatta a Teramo dall’Istituto zooprofilattico sperimentale: bocche cucite dall’istituto, che smentisce di aver divulgato notizie in merito all’esame.
Ettorre è ancora scosso per la morte del proprio animale: “Quando l’ho visto riverso ho pensato subito all’avvelenamento, senza farmi condizionare dal dolore che stavo provando. Ci ho riflettuto con attenzione e razionalità. Su Facebook posso scrivere ciò che voglio, anche d’istinto o di rabbia, ma dopo ho sempre parlato di presunto avvelenamento per il 99 per cento delle possibilità”.
In ogni caso al di là delle indiscrezioni e delle suggestioni bisogna aspettare i risultati ufficiali degli esami, per porre fine al giallo e scoprire come sia davvero morto l’animale.






