ROSETO – Per 250 lavoratori stagionali dell’azienda Salpa-Rolli dello stabilimento di Roseto (Teramo), potrebbe non esserci la garanzia delle stesse ore lavorative attuali, o del posto di lavoro, in seguito allo spostamento del reparto confezioni da Roseto ad Alanno.

Non è una buona notizia quella uscita dalla riunione di ieri mattina a Pescara, con la presenza del vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, dei vertici aziendali della Salpa, di Confindustria Teramo e Pescara, dei sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila, della Rsu della Salpa, e del sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, insieme al consigliere di maggioranza Achille Frezza, e i consiglieri d’opposizione Rosaria Ciancaione e Nicola Di Marco.

Nella riunione precedente del 24 maggio, come racconta Il Centro, la Salpa annunciò l’investimento di 5 milioni di euro per il sito di Roseto, di cui 2 provenienti dalla Regione Abruzzo, firmando un documento nel quale garantiva che sarebbe stato mantenuto lo stesso livello occupazionale con una serie di proposte come l’introduzione del quarto turno, la reinternalizzazione di due servizi ora in appalto a ditte esterne, ossia magazzino e pulizie, alcuni pensionamenti o prepensionamenti da concordare, e la possibilità per 40 persone di andare ad Alanno, con la trasformazione del contratto a tempo determinato con un contratto a tempo indeterminato.

Ieri però la situazione è cambiata: per 40 persone resta la possibilità di andare a lavorare ad Alanno, e per 45 persone il riassorbimento grazie alla reinternalizzazione di alcuni servizi ora in appalto a ditte esterne, ma per 250 stagionali, che nel 2017 hanno lavorato meno di tre mesi, non c’è nessuna garanzia. Il 6 giugno c’è stata anche una commissione consiliare in Regione, sulla questione Salpa-Rolli, richiesta dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Riccardo Mercante in cui Lolli aveva garantito che sarebbe stato sbloccato il contributo regionale in seguito a garanzie concrete sui posti di lavoro.